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Ho deciso di buttare giù queste mie impressioni appena terminato il libro di Boris Vian, mentre ancora sono sotto l'influsso dei suoi deliri, per fissare meglio che posso le sensazioni e le emozioni che un lavoro del genere mi ha dato.

Conoscevo Boris Vian come chansonnier, per un suo brano contro la guerra del 1954 "Le déserteur", che ho ascoltato decine di volte su un vecchio CD intitolato "La canzone d'autore francese" che possiedo da oltre 20 anni, quindi l'ho scoperto come scrittore solo successivamente. Ammetto che l'approccio a questo lavoro mi è stato inizialmente ostico; non avevo forse capito cosa avevo tra le mani e mi aspettavo una raccolta di racconti "normali". Ecco, aspettativa peggiore non potevo avere! I racconti qui inclusi sono tutto fuorché normali!

Ambigui personaggi con strane forme di pazzia, animali che parlano (e qui è una cosa perfettamente normale), strumenti musicali che scappano dalle loro custodie, pescatori di francobolli che nuotano nei fiumi, comparse teatrali depresse, gamberi che vendono il proprio sudore, e decine di altri espedienti narrativi che incarnano tutto quello che probabilmente non avete mai letto! Certo, non è facile entrarci in sintonia, e per me infatti l'inizio è stato un po' incerto, come dicevo poco fa; ma una volta capita la chiave di lettura, una volta centrato l'obiettivo di stabilizzarsi sulla stessa lunghezza d'onda di questi affreschi inusuali, in quel preciso momento si viene catturati completamente dalle frasi e dai concetti assurdi che si addensano in queste pagine e il viaggio diventa follemente lucido e chiarissimo. Vero nella sua ingorda follia, concreto nel suo intangibile astrattismo.

Perfettamente inutile ogni altro tipo di descrizione: se queste mie poche parole vi hanno almeno un po' incuriosito, fate vostro questo volume e leggetelo abbandonando ogni preconcetto, dimenticando ogni altro libro che avete letto prima, e siate pronti ad affrontare il delirio. Momenti esilaranti o crudi, senza filtri, solo parole, frasi, che fluttuano intrecciandosi e creando storie incredibili. Certamente il Maggiore sarà lieto di accompagnarvi nel viaggio! Buona lettura!

Sono arrivate a 25 le proposte degli Amici della domenica per il Premio Strega 2018, termine ultimo per l'invio delle proposte è il 30/03. Vediamo i titoli finora in lista:

- Sandra Petrignani “La corsara” (Neri Pozza)
- Luca Ricci “Gli autunnali” (La nave di Teseo)
- Severino Cesari “Con molta cura :)” (Rizzoli)
- Elvis Malaj “Dal tuo terrazzo si vede casa mia” (Racconti edizioni)
- Edoardo Chiti “Atlas” (Round Robin editrice)
- Francesca Melandri “Sangue giusto” (Rizzoli)
- Lia Levi “Questa sera è già domani” (Edizioni e/o)
- Andrea Pomella “Anni luce” (Add editore)
- Yari Selvatella “Le stanze dell’addio” (Bompiani)
- Angela Nanetti “Il figlio prediletto” (Neri Pozza)
- Massimo Bubola “Ballata senza nome” (Frassinelli)
- Sergio Lambiase “Adriana” (Bompiani)
- Giordano Tedoldi “Tabù” (Tunuè)
- Giorgio Biferali “L’amore a vent’anni” (Tunuè)
- Daniele Cavicchia “Zeta l’ultima della fila” (Di Felice edizioni)
- Giuseppe Sgarbi “Il canale dei cuori” (Skira)
- Helena Janeczek “La ragazza con la Leica” (Guanda)
- Silvia Ferreri “La madre di Eva” (Neo edizioni)
- Paolo Onori “Fare pochissimo” (Marcos Y Marcos)
- Isabella Schiavone “Lunavulcano” (Lastaria edizioni)
- Sergio De Santis “Non sanno camminare sulla terra” (Mondadori)
- Brunella Schisa “La nemica” (Neri Pozza)
- Letizia Pezzali “Lealtà” (Einaudi)
- Carlo Maria Steiner “Dottor Marx” (Felix Krull editore)
- Mario Collarile “Il terzo padre” (Historica edizioni)

Il sito ufficiale del Premio Strega ha annunciato i primi 15 titoli proposti dagli Amici della Domenica.
Di seguito le copertine dei volumi

Dopo la delusione dello scorso anno per la prima edizione di Tempo di Libri, quest'anno la fiera milanese, antagonista dichiarata del ben più longevo Salone Internazionale del Libro di Torino, torna con rinnovato slancio, una nuova location, nuove aspettative e palinsesto più ricco e diversificato. L'obiettivo è stato centrato? In parte si, ma secondo me ci sono ancora molte cose da fare, soprattutto dal punto di vista organizzativo. E mi riferisco principalmente alla gestione degli spazi per gli eventi e le conferenze. Disorganizzazione più totale: file caotiche, nessuno spazio per poter passare se non spingendo e facendosi strada a gomitate, visitatori disorientati, incapaci di capire da dove entrare (e pure uscire, una volta terminato l'evento); personale di sicurezza assente, hostess assalite dagli astanti che, non sapendo con chi lamentarsi, si scagliavano su di loro. Se qualcuno si fosse sentito male lì in mezzo alla calca, non so come sarebbe potuta finire... E non è un'esagerazione; se ci siete stati avrete visto, e se non ci siete stati allora chiedete a qualche vostro conoscente che invece ha visto. Beh, questo è senz'altro un fattore molto negativo dell'evento in generale, perché se è vero che non tutti i partecipanti di Tempo di Libri si sono recati nella zona conferenze, fortunatamente "relegata" al secondo piano in un'area dedicata, è altresì vero che chi ci è stato (e parliamo di migliaia di persone in 5 giorni) ha dovuto "sopravvivere" in un caos davvero enorme. Peccato perché con un minimo di organizzazione in più si sarebbe potuto avere un effetto enormemente migliore. Da segnarsi per il prossimo anno!

TdL18 - Il caos totale fuori dalle sale convention

Ma passiamo agli espositori. Non è vero che le piccole case editrici hanno aderito, o almeno non tutte. Quelle piccole (e medie) case editrici che al Salone di Torino sono protagoniste, non faccio nomi perché sicuramente ne dimenticherei qualcuno,  sempre grandemente attese, non c'erano. Perché? Avranno fatto i loro calcoli, avranno ritenuto non proficuo parteciparvi, oppure, per un fattore più etico e morale, non hanno voluto "tradire" Torino, questo non lo posso sapere, so solo che non c'erano. Lascio a voi altre conclusioni. Emblematico il fatto che sono uscito dalla fiera senza aver acquistato nemmeno un libro. Zero! E, scusate, ma non è proprio da me una cosa del genere!!! 😀 Si, il Libraccio c'era, ma non sono riuscito ad entrare e dopo due tentativi ho desistito... Non sono più quello di una volta 😀

Passiamo ora ai lati positivi. La location ad esempio è stata azzeccata: facilmente raggiungibile anche da fuori, con almeno due ampi parcheggi in zona (coperti), ampia, spaziosa, molto ben realizzata; stand chiari, illuminati, una zona ristoro molto estesa (al primo piano) con diverse offerte gastronomiche: dal ristorante self-service, a Spizzico, ad Autogrill per i panini, ed un altro paio di bar tavola fredda, insomma, se avevate fame, il problema non sussisteva 🙂 Gli espositori erano effettivamente molti più dello scorso anno, le aree di incontro anche, con un'attenzione particolare anche per i più piccoli, per i quali sono stati organizzati eventi, workshop, e incontri di ogni genere: degno di menzione quello di Comieco sulla gestione della carta e del suo riciclo, dove con 3 piccoli stand coperti illustrava ai più piccoli, ma anche ai più grandi, i vari tipi di riciclo della carta e la lavorazione successiva per produrre nuova carta, e facendo partecipare tutti anche con un quiz finale per verificare l'apprendimento delle nozioni. Una cosa davvero interessante e soprattutto utile!

Gli ospiti poi erano davvero molti più dello scorso anno, sia "nostrani" che internazionali, posso citarne alcuni: Luis Sepúlveda, John Grisham, Gianrico Carofiglio, Nicola Lagioia, Nicolai Lilin, Vittorio Sgarbi, Mauro Corona, Clara Sánchez, Sveva Casati Modignani, Paolo Cognetti, Joe Lansdale, Donato Carrisi... E decine di altri, davvero. Non posso citarli tutti, per ovvi motivi, ma comunque se volete un quadro completo potete visitare il sito ufficiale di Tempo di Libri e dare un'occhiata al programma disponibile online e per il download in PDF.

La mia personale esperienza come avrete potuto capire non è stata del tutto positiva, a causa del caos vissuto in zona conferenze, ma posso affermare, con ragionevole certezza, che quest'anno le cose sono andate decisamente meglio dello scorso e che, in ottica futura, la direzione che si è presa è senz'altro quella giusta. Peccato (sempre parere personale) che gli editori più piccoli non abbiano aderito; anche su questo punto spero in futuro possano cambiare le cose. Per il momento va bene così. Ora abbiamo 12 mesi di tempo per prepararci per il prossimo Tempo di Libri... Nel frattempo, tra 2 mesi, ci attende il Salone di Torino. Dopo di che potremo meglio tirare le somme.

Buone letture a tutti!