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Il mio Salone del Libro 2018 – Acquisti, eventi e tutto il resto!

Ho deciso di aspettare almeno una settimana prima di scrivere questo articolo perché volevo farlo "a mente fredda" e non lasciarmi trasportare dall'entusiasmo di quelle ore; ma devo dire che, anche a distanza di ormai 8 giorni dalla chiusura, l'entusiasmo resta quasi intatto, pertanto eccovi il mio resoconto approfondito e ragionato sui miei quasi due giorni di Salone del Libro 🙂

Venerdì 11 inizia il mio Salone. Quest'anno ho voluto fare anche una scelta più ecologica (ed economica) e raggiungere il Lingotto con i mezzi; quindi sveglia all'alba, zaino (trolley) in spalla e via verso la stazione a prendere il treno! Scendendo a Porta Nuova con la metro poi è un attimo e si è subito davanti all'ingresso del Lingotto. Risparmio per le mie tasche: circa 40€ (benzina, autostrada e parcheggio) che, naturalmente, reinvestirò in.... Libri!!! 😀 Ritiro il pass allo sportello e via! Una volta dentro vengo assalito da quel profumo inconfondibile. Quell'effluvio di carta stampata che noi bibliofili conosciamo bene (e meno male che non fanno anche i deodoranti "eau de libro" perché sarebbe di certo nel nostro bagno 😀 ) Ma lasciamo perdere gli aromi e i sapori e andiamo avanti con cose più serie. Quest'anno i padiglioni erano addirittura 5, oltre ai "soliti" 1,2,3 e 5 (Bookstock), è stato allestito anche un padiglione più piccolo, denominato "4", dove sono stati situati alcuni espositori e il "Caffè letterario", dove ho assistito ad un bellissimo evento, ma andiamo per gradi...

Giusto un corridoio del primo padiglione, e arriva il primo acquisto. Edizioni Black Coffee è una piccola casa editrice indipendente di Firenze, che dedica le sue edizioni alla letteratura nordamericana. E lo fa in maniera egregia. Attiva da poco più di un anno ha già stampato parecchi titoli interessanti e in un formato accattivante e di pregio. Provare per credere! Io mi sono accaparrato "L'alfabeto di fuoco" di Ben Marcus (ce l'avevo in wishlist), e "L'ospite d'onore" di Joy Williams (quando l'ho visto non ho potuto resistergli!), in omaggio ho ricevuto la shopping bag di quest'anno. Vedete tutto nella foto qui a fianco! I ragazzi della casa editrice sono simpatici e disponibili! Se vi capita fateci un giro e non ve ne pentirete! 🙂

Certo, se dopo 10 minuti scarsi ho già speso il 20% del mio budget giornaliero è meglio che mi trattengo un po', altrimenti sarà dura arrivare a sera 😀 Faccio un salto al Libraccio, così, per rilassarmi un po' (ehm...), e a dire il vero non c'è la solita confusione (non ancora almeno), e si riesce a girare abbastanza bene tra le corsie. Faccio il bravo e acquisto solo una copia ancora sigillata de "La tregua" di Primo Levi a metà prezzo. Ottima ripresa dopo l'acquisto Black Coffee! Nel pomeriggio avrò modo di ritornare in zona Libraccio e posso quindi confermare che sì, come tutti gli anni è impossibile entrarci senza usare la forza! Purtroppo il grosso "difetto" di questo stand è la praticabilità: le corsie sono strette, c'è poco spazio per muoversi, e se siete dotati di zaino, addio... Io con il trolley sono riuscito bene o male a districarmi, complice l'ora ancora poco affollata, ma in altre situazioni negli scorsi anni ho persino rinunciato ad entrarci. Da visitare appena si arriva al mattino! Segnatevelo 🙂

Alle 11,30 mi aspetta il primo dei tre incontri cui assisterò quest'oggi: "Un giorno tutto questo sarà fantastico" Hoffmann e Lovecraft raccontati da Marco Peano e Matteo Galli. Su questo evento non spenderò troppe parole, ma vi rimando al video che ho realizzato (in fondo all'articolo, clicca qui!) Ringrazio Marco per avermi fatto una dedica sul suo volume sul Maestro di Providence e per il terrificante selfie che mi ha concesso 🙂 Una bella scoperta per me invece Matteo Galli e il suo lavoro su Hoffmann che senz'altro approfondirò in futuro... Si tratta di una pubblicazione di tutte le opere di E.T.A. Hoffmann ritradotte con corredo di note e commenti di approfondimento, in una collana denominata appunto "Hoffmanniana". Date un'occhiata al sito de L'Orma Editore per ulteriori informazioni a riguardo!

Ora ho un po' di tempo prima del prossimo evento sul mio programma, quindi mi rimetto in cammino. Zigzagando tra gli stand, raggiungo uno dei miei prediletti, ovvero quello della Marcos y Marcos, dove anche quest'anno faccio il mio bell'acquisto 🙂 Ah, Jack Ritchie! Leggere questo autore è una goduria! Come scrive lui non scrive nessuno! Le sue trame poi sono davvero geniali! Ma ve ne parlerò in un articolo a parte... Comunque ho recuperato ciò che vedete in foto, ovvero altri due suoi titoli che mi mancavano della collana minimarcos (quelli più economici... sempre per non alleggerire troppo le mie povere tasche!): "Un metro quadrato di Texas" e "La vittima dell'anno". Sto già pregustando il momento in cui li leggerò! I ragazzi dello stand mi hanno omaggiato anche di un taccuino con la copertina del prossimo libro in uscita di Michael Zadoorian "Beautiful music". Un pensiero davvero gentile e originale che ho molto apprezzato! (essendo io anche un maniaco di taccuini 😀 ) Grazie ragazzi! 🙂

Dopo un pasto veloce consumato seduto a terra mentre controllo i vari social, si vola al padiglione 4, dove al Caffè Letterario va in scena alle 13,30 l'incontro "Un'ora con... Vanni Santoni" autore de L'impero del sogno (di cui vi ho parlato proprio pochi giorni fa in questa pagina). Anche in questo caso ringrazio Vanni per il selfie e per la dedica sulla mia copia del libro... Anche se devo ancora capire cosa ha scritto (ha utilizzato l'alfabeto runico... mi pare... si, è un tipo un po' strano 😀 ) Come prima, se volete vedere subito il video cliccate qui!

Bene, a questo punto ho un'altra ora prima dell'ultimo incontro della giornata, e la voglio ottimizzare al massimo! Dunque, per chi non lo sapesse, la Black Coffee (di cui ho parlato poco sopra), è nata come una collana delle Edizioni Clichy, altra casa editrice molto, molto interessante. Poi per varie vicissitudini interne, c'è stata una scissione che ha portato la Black Coffee a nascere ed evolversi come casa editrice a se stante, e la precedente collana Clichy rinominarsi Rive Gauche. Questa premessa per dirvi che, transitando appunto dallo stand della Clichy, ho notato uno scaffale con i vecchi titoli della "vecchia" Black Coffee a 2x1... Cioè, prendi 2 paghi 1... Se non avessi fatto già acquisti e non avessi avuto la certezza di doverne fare altri, avrei saccheggiato quello scaffale! Invece mi sono limitato a due soli titoli: il primo è "Last days of California" di Mary Miller, un'autrice di cui ho già letto una raccolta di racconti (Black Coffee appunto) di cui vi parlerò a breve; questo è il suo romanzo d'esordio ed ero molto curioso di leggerlo; il secondo invece di cui non ne sapevo proprio nulla, mi ha ispirato da titolo e copertina; "Lince rossa e altre storie" di Rebecca Lee. Amo i racconti, amo questa casa editrice, quindi amerò anche questo libro, ne sono abbastanza certo 🙂 E poi, visto che uno era in regalo... 😀

Un'altra delle mie case editrici indipendenti preferite è senza dubbio la Del Vecchio Editore, che anche quest'anno ho visitato con immenso piacere acquistando due titoli: "Tutameia - terze storie" di João Guimarães Rosa (raccolta di brevissimi racconti ancora inedita in Italia che da quel poco che ho letto sarà tosta, ma tanto tosta!) e "Ho sposato mia nonna", di Tito Pioli, tutt'altra aria rispetto a Rosa: qui mi aspetto un romanzo divertente e strampalato ma costruito con grande sapienza ed eleganza. Voglio spendere due parole per i libri della Del Vecchio, perchè oltre ad essere solitamente dei titoli di tutto rispetto, sono anche degli "oggetti" artistici secondo me di gran pregio. Oltre alle grafiche sempre brillanti e di alto livello, anche la carta utilizzata, per copertina e pagine, si attesta su livelli altissimi. I ragazzi della Del Vecchio poi sono sempre disponibilissimi e gentilissimi, e dopo aver scambiato quattro chiacchiere sui loro titoli, mi hanno riempito di segnalibri (molto belli peraltro) facendomi anche un po' di sconto, quindi: grazie!!! 😀

Dopo la Del Vecchio il trolley inizia ad essere parecchio gonfio e devo per forza utilizzare anche lo spazio esterno, infilando attorno all'asta/maniglia un paio di sacchetti che non hanno trovato posto all'interno... Ma c'è ancora tempo, quindi dopo un altro giro tra le corsie affollate, vengo attirato da una copertina a mio avviso bellissima allo stand della Neo. edizioni. Trattasi di "Vinpeel degli orizzonti" di Peppe Millanta. Non so niente né del libro né dell'autore. Leggo nell'aletta al fondo che si tratta di uno pseudonimo nato per mascherare la sua vera identità durante l'attività eversiva svolta ai tempi dell'università. Avvocato per 12 ore (giusto il tempo della foto di rito e cancellarsi dall'albo), diplomato in drammaturgia e sceneggiatura; fa il musicista di strada, vince premi letterari per narrativa e teatro, fonda una band di world music... E tante altre cose! Insomma, un personaggio molto singolare direi, e questo è il suo esordio: ragione in più per portarlo via con me! E poi guardate che copertina! Ma quanto è bella? 🙂

Ma sono quasi le 15,30, e io devo andare all'Arena Bookstock per assistere all'incontro "Montagne e frontiere" con Matteo Righetto e Mauro Corona. Purtroppo non riesco ad essere nelle prime file questa volta, quindi il filmato non è eccezionale, ma si lascia vedere; perciò se volete lo trovate sempre al fondo dell'articolo o cliccando direttamente qui 🙂 Mauro Corona l'ho visto già diverse volte, mentre Matteo Righetto no, e siccome è uno scrittore che ho imparato ad amare (e presto ve ne parlerò), sono qui principalmente per lui! Ho portato da casa i due suoi libri che posseggo e a fine incontro vado a farmeli firmare e a "rubare" anche a lui un selfie. Purtroppo a causa dell'illuminazione "rossastra" dell'Arena non viene troppo nitido, ma pazienza 🙂 Modificato un po' è comunque accettabile! Grazie Matteo e complimenti 🙂

Sono passate le 16,30 e ormai è quasi ora di tornare a casa... Faccio ancora un giro veloce alla ricerca di una casa editrice che ho sempre "puntato" ma di cui non ho mai letto e acquistato nulla. Trattasi della Hacca edizioni, e questa volta ho deciso che voglio anche un loro titolo! Sbircio allo stand, soppeso varie opzioni, ma alla fine scelgo un titolo che non è ancora ufficialmente uscito ma lo sarà a giorni, ovvero "L'inarrestabile ascesa di Turi Capodicasa", libro dalla trama molto interessante: parla di Turi, appunto, uomo africano tra i trenta e i quaranta, cresciuto in isolamento in una villa siciliana con la madre adottiva. Dopo la morte della donna esce finalmente di casa ed entrando in contatto con i politici locali e l'alta società, viene scambiato per quello che non è, diventando in breve l'uomo più importante e più ricercato del paese, in un'ascesa inarrestabile... Intrigante direi 🙂 Sicuramente ne succederanno delle belle! Anche la Hacca come la Del Vecchio cura molto le sue edizioni nel packaging (oltre che nei contenuti, ovviamente), e se non li conoscete, alla prima occasione rimediate!

Chiudo il mio giro ritornando allo stand della Pidgin edizioni, piccolissima (per ora) casa editrice nata lo scorso Settembre, che avevo visitato la mattina, poco dopo l'ingresso al Salone, ma da cui non avevo preso niente proprio perché ero appena entrato e non volevo subito mettere mano al portafogli 😀 Ma la mia promessa fatta "torno più tardi, ora sono appena entrato" l'ho mantenuta, e il ragazzo dello stand è stato gentilissimo ad illustrarmi i 3 titoli in catalogo e a parlarmi un po' della loro realtà. Ho scelto "Mira corpora" di Jeff Jackson, romanzo che si preannuncia piuttosto "spesso" a giudicare dalle poche righe sulla quarta di copertina. Romanzo di formazione "distorto" che segue l'adolescenza del protagonista da quando fugge di casa per scappare da una madre violenta e, cito testualmente, ≪...Attraverso scenari irreali, utopie selvagge, deserti urbani, oracoli, esperienze simboliche e sconvolgenti, il libro racconta con un ritmo ossessivo e immagini destabilizzanti il rapporto e il distacco di una persona rispetto al proprio corpo e alle proprie radici...≫ Beh insomma, non di certo quello che si definisce un romanzo rilassante 😀 Grazie Pidgin, ti farò sapere! E tornerò al tuo stand la prossima volta 😉

Basta, tempo e soldi esauriti 😀 Saluto il Salone e vado a prendere la metro per il ritorno a casa. Considerazioni? Il Salone migliore di sempre: Nicola Lagioia ha dato la sua forte impronta portando questa manifestazione ad un livello altissimo, con autori ed ospiti di livello ormai assoluto. Non credo si possa desiderare di più al momento. L'unica cosa, l'appunto che faccio tutti gli anni, è relativo ad una area ristoro inesistente (fosse anche solo per riposarsi 10 minuti: la densità della popolazione rispetto alle panchine credo sia circa 1000 a 1 🙁 ) e le file interminabili ai bagni, quest'ultimi non sempre all'altezza della manifestazione. Ma il direttore ha già detto che si lavorerà anche per questi aspetti, quindi per me ve bene così 🙂 Ci rivediamo... Domenica 13 per un altra breve (ma intensa) visita.

Domenica 13 ci ritorno con la famiglia, in teoria da semplice "accompagnatore", in pratica un paio di libri ed un evento sono riuscito lo stesso a farmeli 😀 Beh, le spillette nuove allo stand della Minimum Fax che mi ero dimenticato di prendere Venerdì sono un must! E già che c'ero mi sono pure preso il libro di Marco Peano "L'invenzione della madre", così posso conoscere al meglio questo giovane e promettentissimo autore italiano. E poi un salto veloce allo stand della Iperborea, altra casa editrice che amo, per acquistare una copia di "Uno scià alla corte d'Europa" di Kader Abdolah, autore che lo stesso giorno riuscirò a vedere nel suo intervento presso la Sala Blu. Anche in questo caso ho fatto un video che vi propongo come sempre in fondo all'articolo. Ho "scoperto" un autore eccezionale dal punto di vista umano! Non mi aspettavo una persona così acuta, appassionata, ironica e affabile. Lo conoscevo di nome, certo, ma non l'avevo mai visto dal vivo né mai letto. Me ne sono innamorato e sono certo che se guarderete il video qui sotto alla fine condividerete con me questo amore! La Iperborea mi regala anche un altro titolo: "Peer fortunato" di H.C. Andersen, ultima opera scritta dal prolifico autore danese, fiaba un po' fantastica, un po' autobiografica, narra la storia di Peer, giovane di umili natali, che riuscirà nel campo dell'arte diventando ballerino, attore e cantante. Una breve storia che sicuramente mi regalerà grandi emozioni. 🙂

Qui termina (davvero questa volta) il mio Salone 2018. Le considerazioni fatte dopo la visita di Venerdì restano valide. Se non siete mai stati al Salone del Libro dovete rimediare, specialmente se siete amanti dei libri! Non solo per comprarli, non è quella la cosa più importante; ma per incontrare gli autori, sentire dalla loro viva voce le esperienze e le storie più incredibili, parlare con gli editori, con i traduttori, stringere amicizie... Il più importante appuntamento per la cultura in Italia è qui, a Torino, la città dei Libri! Ci rivediamo l'anno prossimo, ora vado a leggere che ne ho per un po' 😀

 


⫣ TUTTI I VIDEO DEGLI EVENTI A CUI HO PARTECIPATO

"Un giorno tutto questo sarà fantastico" Hoffmann e Lovecraft raccontati da Marco Peano e Matteo Galli



"Un'ora con... Vanni Santoni" autore de L'impero del sogno



"Montagne e forntiere" incontro con Matteo Righetto e Mauro Corona



"Se uno scià di Persia racconta la storia d'Europa" incontro con Kader Abdolah, autore di "Uno scià alla corte d'Europa"

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