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Proclamata oggi durante Libri Come - Festa del Libro e della Lettura di Roma, la dozzina finalista del Premio Strega 2019. Eccola di seguito:

E ora sotto con lo #Stregathon!!! 😀
Buone letture a tutti!

Come tutti gli anni, pubblichiamo di seguito tutti i titoli proposti per il Premio Strega. Quest'anno sono 57 le proposte degli Amici della Domenica, che verranno ridotti a 12 dopo la prima "scrematura" il 17 Marzo. Il 12 Giugno poi verrà proclamata la cinquina finalista che porterà all'elezione del vincitore finale il 4 Luglio.

Federico Bonadonna "Hostia - L'innocenza del male" (Round Robin, proposto da Maria Rosa Cutrufelli)
Raffaella Romagnolo "Destino" (Rizzoli, proposto da Giuseppe Patota)
Marinella Gargiulo "Il diario di Antossia" (Guida editori, proposto da Marcello Rotili)
Delia Morea "Romanzo in bianco e nero" (Avagliano editore, proposto da Diego Guida)
Oreste Lo Pomo "Malanni di stagione" (Cairo, proposto da Maria Cristina Donnarumma)
Mauro Covacich "Di chi è questo cuore" (La nave di Teseo, proposto da Loredana Lipperini)
Luca Ragagnin "Pontescuro" (Miraggi, proposto da Alessandro Barbero)
Francesca Diotallevi "Dai tuoi occhi solamente" (Neri Pozza, proposto da Gianfranco De Bosio)
Giulia Caminito "Un giorno verrà" (Bompiani, proposto da Giocacchino De Chirico)
Titti Marrone "La donna capovolta" (Iacobelieditore, proposto da Marina Zancan)
Piero Sorrentino "Un cuore tuo malgrado" (Mondadori, proposto da Diego De Silva)
Marina Mander "L'età straniera" (Marsilio, proposto da Benedetta Tobagi)
Lodovica San Guedoro "Le memorie di una gatta" (Felix Krull editore, proposto da Pietro Gibellini)
Claudia Durastanti "La straniera" (La nave di Teseo, proposto da Furio Colombo)
Eleonora Marangoni "Lux" (Neri Pozza, proposto da Sandra Petrignani)
Roberto Cotroneo "Niente di personale" (La nave di Teseo, proposto da Dacia Maraini)
Gianluca Barbera "Magellano" (Castelvecchi editore, proposto da Arnaldo Colasanti)
Benedetta Cibrario "Il rumore del mondo" (Mondadori, proposto da Giorgio Ficara)
Licia Pizzi "Piena di grazia" (Ad est dell'equatore, proposto da Francesco Durante)
Emanuele Altissimo "Luce rubata al giorno" (Bompiani, proposto da Roberto Ippolito)
Cristiano Cravina "Ottanta rose mezz'ora" (Marcos y Marcos, proposto da Franco Buffoni)
Evelina Santangelo "Da un altro mondo" (Einaudi, proposto da Helena Janeczek)
Chiara Ingrao "Migrante per sempre" (Baldini+Castoldi, proposto da Luciana Castellina)
Fabrizia Lanza "Tenerumi" (Manni Editori, proposto da Cesare Milanese)
Alessandra Cotoloni "Il diario di pietra" (Edizioni Il Papavero, proposto da Piero Mastroberardino)
Leonardo Malaguti "Dopo il diluvio" (Exòrma, proposto da Letizia Tortello)
Mauro Corona "Nel muro" (Mondadori, proposto da Aldo Cazzullo)
Nadia Terranova "Addio fantasmi" (Einaudi, proposto da Pierluigi Battista)
Antonio Dikele Distefano "Non ho mai avuto la mia età" (Mondadori, proposto da Simoneatta Bitasi)
Sandro Gros-Pietro "Fratello cattivo" (Neos edizioni, proposto da Corrado Calabrò)
Marco Missiroli "Fedeltà" (Einaudi, proposto da Sandro Veronesi)
Silvio Perrella "Io ho paura" (Neri Pozza, proposto da Giorgio Amitrano)
Cristina Marconi "Città irreale" (Ponte Alle Grazie, proposto da Masolino D'Amico)
Raffaele Bussi "Ulisse e il cappellaio cieco" (Armando editore, proposto da Antonio Augenti)
Michele Vaccari "Un marito" (Rizzoli, proposto da Marcello Fois)
Pasquale Panella "Naso" (Fefè editore, proposto da Giuseppe Antonelli)
Valerio Aiolli "Nero ananas" (Voland, proposto da Luca Formenton)
Paola Cereda "Quella metà di noi" (Giulio Perrone Editore, proposto da Elisabetta Mondello)
Stefano Corbetta "Sonno bianco" (Hacca, proposto da Ilaria Catastini)
Davide Grittani "La rampicante" (LiberAria edizioni, proposto da Giulia Ciarapica)
Giordano Lupi / Cristina De Vita "Sogni e altiforni" (Acar Edizioni, proposto da Paolo Ruffilli)
Emanuela E. Abbadessa "E' da lì che viene la luce" (Piemme, proposto da Rosellina Archinto)
Paolo Ciampi "L'ambasciatore delle foreste" (Arkadia Editore, proposto da Antonio Riccardi)
Paolo Teobaldi "Arenaria" (edizioni e/o, proposto da Domenico Starnone)
Roberto Pazzi "Verso Sant'Elena" (Bompiani, proposto d Roberto Barbolini)
Vittorio Cotronei "Passato remoto" (MdS Editore, proposto da Paolo Ferruzzi)
Laura Pariani "Il gioco di Santa Oca" (La nave di Teseo, proposto da Luca Doninelli)
Veronica Tomassini "Mazzarrona" (Miraggi, proposto da Giovanni Pacchiano)
Carla Maria Russo "L'acquaiola" (Piemme, proposto da Renata Pisu)
Carmine Abate "Le rughe del sorriso" (Mondadori, proposto da Antonio Pennacchi)
Marco Giannini "Mario e il suo doppio" (Biblioteca dei Leoni, proposto da Maurizio Cucchi)
Pier Paolo Giannubilo "Il risolutore" (Rizzoli, proposto da Ferruccio Parazzoli)
Irene Di Caccamo "Dio nella macchina da scrivere" (La nave di Teseo, proposto da Paolo Di Paolo)
Antonio Scurati "M il figlio del secolo" (Bompiani, proposto da Francesco Piccolo)
Giulio Cavalli "Carnaio" (Fandango Libri, proposto da Concita De Gregorio)
Ghirghis Ramal "La colpa" (DeA Planeta, proposto da Massimo Lugli)
Nicola Manuppelli "Roma" (Miraggi, proposto da Filippo La Porta)

Aggiornamenti il 17 Marzo con la dozzina finalista!
Buone letture!

(brossura, 488 pag., 19,50€, Iperborea)

C'era una volta uno scià di Persia, che negli ultimi anni del secolo diciannovesimo, decise di compiere un viaggio per l'Europa per conoscere un mondo nuovo, i suoi usi, i suoi costumi, e conoscere i suoi sovrani. E fu così che con una lunga carovana di servitori, consiglieri, medici, cuochi, portatori, e ovviamente di mogli; si imbarcò in un'avventura che cambiò per sempre la sua vita e il suo modo di vedere sè stesso, gli altri e il mondo intorno a lui. Lo scià tenne un diario dove scrisse le sue impressioni su ogni evento accaduto durante il viaggio e dove annotò ogni meraviglia e ogni novità che si presentava quotidianamente ai suoi occhi. Cento anni dopo il diario fu ritrovato da un professore universitario olandese di origini Persiane che decise di ripercorrere le orme dello scià e di scriverci su un libro. Il libro è quello che avete ora tra le mani! Benvenuti nella meraviglia!

Ho voluto iniziare questa recensione in un modo un po' fiabesco se me lo concedete, perché fiabesco è il narrato in questo magnifico libro di uno scrittore altrettanto magnifico come Kader Abdolah (se non lo conoscete e volete approfondire la sua storia e la storia di questo libro, vi consiglio il video che ho ripreso al Salone del Libro dello scorso anno a questo link). Le somiglianze con il professore del romanzo non sono casuali, e ve ne renderete conto durante la lettura; tra i vari capitoli che narrano le vicende dello scià infatti, spunta ogni tanto un capitolo ambientato nel presente, dove il professore, accompagnato da una sua studentessa, ragiona sul viaggio del sovrano, portando paragoni e riflessioni legate ai fatti attuali di cronaca, politica e immigrazione (naturalmente), e riuscendo in una connessione incredibilmente vivida con un mondo che ci pare assai lontano, ma che sotto certi aspetti è più vicino a noi di quanto riusciamo a immaginare. La storia è narrata con l'espediente delle "hekayat", capitoli molto corti, ciascuno riferito ad un evento specifico accaduto allo scià durante il viaggio, che rende la lettura ancora più scorrevole e rapida.

Il viaggio è davvero una fiaba, dalla Persia alla Francia, passando per Russia, Polonia, Grecia, Germania, Inghilterra, Belgio, Olanda... E' una traversata sfarzosa, pregna di stupore da parte di uno Scià che non aveva mai messo il naso fuori dal proprio regno e si ritrova, come un bambino, di fronte alle meraviglie delle invenzioni occidentali più comuni, come di fronte a spettacolari effetti speciali. Ironico, insolente, crudele, originale: la trama intessuta per questo viaggio è qualcosa di assolutamente geniale, così come è geniale il personaggio dello Scià, di cui imparerete ad amare il disincantato stupore verso il mondo occidentale, così come a odiare la spietatezza derivata dalle sue manie di persecuzione, soprattutto verso una delle mogli in particolare, altro protagonista della vicenda. Ma soprattutto amerete follemente il racconto, i colori, i sapori e le sfumature che per tutta l'Europa vi accompagneranno in un viaggio andata e ritorno dalla Persia, uno sguardo che mostra l'esagerato sfarzo e l'ostentata ricchezza di un sovrano fuori dal mondo e dal tempo, ma ancora così tristemente attuale.

Kader Abdolah si conferma uno dei più geniali ed originali scrittori olandesi / persiani contemporanei, scrivendo una storia di grande respiro, scorrevole e godibile dalla prima all'ultima pagina, ma capace di destare in noi domande e pensieri ancora molto attuali e spesso spinosi. Capace di porci domande anche profonde sulla situazione sociale umana e sulle sue radici e differenze. Da leggere e sognare, dalla prima all'ultima riga.

Video in diretta dalla pagina Facebook del Salone Internazionale del Libro di Torino 2019 - #SalTo19

#SalTo19: la prima conferenza

Tutto sul #SalTo19: eccoci in diretta dalla Murazzi Student Zone per raccontarvi le novità che vi aspettano dal 9 al 13 maggio al Lingotto Fiere - Torino!

Pubblicato da Salone Internazionale del Libro su Mercoledì 6 marzo 2019

Buongiorno a tutti! Questo mese voglio inaugurare una nuova "rubrica", ovvero un post che raccolga quelle che sono le novità più interessanti per il mese in arrivo. In questo caso parliamo di Marzo e delle cose che a Marzo accadranno nel mondo dei libri. Sperando che vi sia utile, e soprattutto sperando di riuscire a mantenere una periodicità utile allo scopo, vi auguro buona lettura 😉

P.S. Se volete contribuire con cose che non ci sono ma ritenete interessanti e degne di nota, scrivetemi pure che le aggiungo!

Libri in uscita

1 Marzo - Jaume Cabrè "Quando arriva la penombra" (La Nuova Frontiera) [ info ]
1
 Marzo - Desy Icardi "L'annusatrice di libri" (Fazi) [ info ]
6 Marzo
- Ulf Stark "Il bambino mannaro" (Iperborea) [ info ]
10 Marzo - Juan Pablo Roncone "Fratello Cervo" (Edicola) [ info ]
15 Marzo - AA.VV. "Freeman's. Potere" (Black Coffee) [ info ]
15 Marzo - Stelio Mattioni "Il re ne comanda una" (Cliquot) [ info ]
20 Marzo - Majgull Axelsson "La tua vita e la mia" (Iperborea) [ info ]
20 Marzo - Allan Weisbecker "Cosmic bandidos" (Marcos y Marcos) [ info ] 

Marzo - Mary McCarthy "Il gruppo" (MinimumFax) ristampa [ info ]
Marzo - Davide Coltri "Dov'è casa mia" (MinimumFax) [ info ]
Marzo - Chris Offutt "Mio padre, il pornografo" (MinimumFax) [ info ]
Marzo - Dennis Schaefer / Larry Salvato "I maestri della luce" (MinimumFax) [ info ]
Marzo - Sue Turnbull "Crime" (MinimumFax) [ info ]

Incontri con l'autore

2 Marzo - Björn Larsson (Iperborea) presenta "La lettera di Gertrud" - Pavia - Libreria Il Delfino
3 Marzo-Björn Larsson (Iperborea) presenta "La lettera di Gertrud" - Vimercate - Libreria Il Gabbiano
5 Marzo - Vera Pegna (Il Saggiatore) presenta "Autobiografia del Novecento" Roma - Casa della memoria
6 Marzo - Paolo Ferruccio Cuniberti (Edicola) presenta "Ultima esperanza" - Bologna - Libreria modoinfoshop
8 Marzo - Björn Larsson (Iperborea) presenta "La lettera di Gertrud" - Bologna - Coop Ambasciatori
14 Marzo - Filippo Tuena (Il Saggiatore) presenta "Le galanti" - Roma - Tomo libri
26 Marzo - Paolo Ferruccio Cuniberti (Edicola) presenta "Ultima esperanza" - Padova - Detour. Festival del cinema di viaggio
27 Marzo - Umberto Fiori (Marcos y Marcos) presenta "Il conoscente" - Milano - Laboratorio Formentini per l'editoria

Tutti gli incontri con autori che presenzieranno a BookPride (vedi sotto) non li ho riportati qui, sarebbe stato un elenco troppo lungo. Potete dare direttamente un'occhiata al programma della Fiera seguendo il link di seguito nella sezione "Eventi".

Eventi

5 Marzo - Presso la libreria indipendente "Le Notti Bianche" di Vigevano (PV) si terrà un incontro insieme a Pietro Biancardi, editor di Iperborea, dal titolo "I mestieri dell'editoria", appuntamento che inaugura una nuova serie di incontri legati alle tematiche di chi i libri li fa, li sceglie, li traduce, e li promuove. Info sulla pagina Facebook della libreria a questo link.

Dal 15 al 17 Marzo presso la Fabbrica del Vapore a Milano, si terrà la quinta edizione di BookPride, fiera nazionale dell'editoria indipendente. Quest'anno ritorna a Milano in una nuova location, importante centro culturale per la città meneghina. Il tema di questa edizione è "Ogni desiderio". Vi aspettano qui centinaia di eventi ed espositori, incontri e approfondimenti con autori, editori e giornalisti. Per tutte le info vi rimando al sito ufficiale bookpride.net

Dal 22 al 24 Marzo presso la sede di Milano della casa edtrice Marcos y Marcos, si terrà un corso dal titolo "Come si fa un libro"; un orientamento chiaro e immediato a chiunque voglia lavorare in editoria, ideale per chi scrive e traduce, complemento molto utile per chi lavora in libreria e in biblioteca. Info e iscrizioni direttamente nel sito dell'editore www.marcosymarcos.com

23-24 Marzo presso la sede di Roma della casa editrice MinimumFax, si terrà un corso di Ideazione, organizzazione, fundraising e promozione eventi culturali con Rossano Montaruli. Il corso prenderà in esame l'intero processo di creazione di un evento culturale, dall'ideazione alla comunicazione, fino alla progettazione di un evento. Info e iscrizioni direttamente nel sito dell'editore www.minimumfaxlab.com

E' di un paio di giorni fa la notizia che il Salone del Libro ha riacquisito il proprio marchio e di fatto salvato la kermesse e riportato a Torino anche tutti i grandi gruppi editoriali, facendo finalmente pace e, speriamo, mettendo la parola fine a divergenze e divisioni. Il direttore artistico del Salone Nicola Lagioia, in un lungo comunicato sulla sua pagina Facebook, ha espresso tutta la sua soddisfazione per il risultato ottenuto con un post fiume lunghissimo che vi linko qui. La notizia principale è che la macchina del Salone è ripartita e questa volta più forte che mai! Il primo appuntamento è per il 6 Marzo, quando ci sarà la conferenza stampa di presentazione. A breve per ulteriori aggiornamenti! Restate sintonizzati! 🙂

(brossura, 192 pag., 18€, Mondadori)

Quando alcuni anni fa lessi "La pelle dell'orso" di Matteo Righetto (recensione qui), ne rimasi folgorato! Dentro di me pensai "Cavolo, dovrebbero farne un film!" ed infatti nel 2016 il film effettivamente uscì. Perchè sono un indovino? No, perchè quel libro era splendido, quelle pagine erano capaci di toccare l'anima del lettore, di accompagnarlo per mano attraverso le montagne del Friuli, alla caccia di un possente orso; una storia familiare tragica, un rapporto padre-figlio commovente, un finale devastante. Era "facile" prevedere che quel libro avrebbe per lo meno fatto parlare di sè.

A distanza di anni torno a leggere Matteo Righetto con questo "L'anima della frontiera", primo libro di una trilogia (il secondo "L'ultima patria" è uscito a breve e spero di parlarvene presto), ambientato ancora una volta nelle sue care Dolomiti, dove a Nevada, paese dal nome emblematico che fa avvicinare da subito all'immaginario che l'autore ha voluto calare questa volta tra le sue pagine, vive la famiglia De Boer (da leggere De Boér), il padre Augusto, la madre Agnese, e i tre figli Jole, Antonia e Sergio. Famiglia disgraziata, condannata a sopravvivere con il poco guadagno ricavato dalle piantagioni di tabacco, rigorosamente controllate e pesate grammo al grammo dallo Stato, e il durissimo lavoro che ne deriva per tutti. Augusto però non ci sta, e poco alla volta inizia a nascondere un po' di quel tabacco fino a quando, raggiunta la stagione autunnale, prende il suo mulo Ettore, lo carica di tutto il tabacco "sottratto" al Regio Monopolio e intraprende un viaggio fino oltre la frontiera austriaca per contrabbandarlo con altri beni per poter dare una vita più dignitosa alla sua famiglia.

Quello che succede dopo non lo racconterò, vi leverei il gusto di scoprirlo da voi; vi dico solo che la trama si sviluppa e cresce di intensità; Augusto intraprenderà questo lungo e pericoloso viaggio più di una volta, dapprima solo e poi accompagnato dalla figlia più grande, Jole, che insieme a lui porterà il pregiato tabacco oltre confine per smerciarlo con i contrabbandieri austriaci. Ci sono parti drammatiche, di disperazione; parti eroiche, avventurose e parti intense, profonde, di crescita e formazione. La prosa di Righetto scorre limpida come un torrente di montagna, a volte un rivolo lieve che accarezza dolcemente, a volte una scrosciante piena capace di trascinare il lettore senza sosta per pagine e pagine. E così come l'avevo apprezzato nel già citato "La pelle dell'orso", così l'ho apprezzato questa volta, confermando e anzi accrescendo la mia stima per questo giovane scrittore.

Ho avuto anche il piacere di assistere ad un incontro con lui e Mauro Corona l'anno scorso al Salone del Libro (video qui) e di farci anche due parole, e oltre ad un bravo scrittore posso affermare anche che si tratta di una persona umile e disponibile. Pertanto non fatevi pregare, dategli una chance, perchè se la merita davvero. Se poi siete amanti della montagna, dei paesaggi che questa rappresenta e delle sue storie, non potete proprio ignorarlo!

Buona lettura 🙂

E' da un po' che non mi faccio sentire, lo so, ma il periodo è stato denso di cose di ogni tipo, letture anche, certo, ma non solo; perciò ho avuto altre cose da fare che mi hanno tenuto occupato. Ho quasi pronti due articoli su due bei libri che vi voglio consigliare, ma per il momento mantengo il segreto 🙂 Volevo solo salutarvi, farvi sapere che ci sono e che presto ci sentiremo con cose molto interessanti 🙂

Avete già fatto i regali di Natale? Spero siate passati anche in libreria 😉 Ci sentiremo presto anche per questo! Vi farò sapere quali saranno stati i miei regali Natalizi libreschi, che saranno sicuramente un po' 😀 Per ora vi saluto, vi faccio tanti auguri di Buone Feste, Buon Natale e Buon Anno nuovo! Siate più buoni e pensate anche a chi è meno fortunato di voi 🙂

A presto!
Matteo

(brossura, 228 pag., 15€, Fazi Editore)

E' arrivata da poco in libreria questa nuova edizione del libro più controverso di Gore Vidal, quel libro che quando uscì, nel lontano 1947, 71 anni fa ormai, negli Stati Uniti, scandalizzò e fece indignare la maggior parte degli addetti ai lavori e dei lettori a causa delle sue tematiche che oggi potremmo definire "LGBT", una volta semplicemente "omosessuali", inaccettabili per il periodo, specialmente in una nazione come gli USA. Addirittura fu odiato dal proprio editore, il New York Times si rifiutò strenuamente di pubblicizzarlo e nessuna rivista americana lo recensì. E già solo per questo meriterebbe di essere letto, se non altro per capire il motivo di tanto scalpore. Gore Vidal, che all'epoca aveva 22 anni, scrisse un romanzo assolutamente avveniristico, sincero, profondo e scomodamente vero; fu questa la sua più grande colpa. Ma per fortuna lo scrisse, e noi ora possiamo godercelo appieno, visto che si tratta anche di un grande romanzo.

Jim è un giovane liceale, cresciuto nel sud degli Stati Uniti. Vita famigliare difficile, rapporto con il padre costantemente burrascoso, una sorella più grande che è la preferita e un fratello più piccolo. Non ha mai avuto una ragazza, non ne è attratto benché loro siano attratte dal suo fisico asciutto ed atletico. Gioca a tennis, è un maestro con la racchetta, il suo avversario preferito è anche il suo migliore amico: Bob. Ne è affascinato. Bob è più grande di un anno, e si sta diplomando. Dopo il diploma vuole lasciare tutto e arruolarsi in marina. Una delle ultime sere prima di partire tra i due succede qualcosa, è un gioco, poco più di uno scherzo, ma è un atto fisico che scuoterà Jim nel profondo e gli sconvolgerà l'esistenza. Bob parte e Jim si ripromette di raggiungerlo l'anno dopo, terminati gli studi, e di ricongiungersi a lui per poter rivivere di nuovo quelle emozioni vissute in riva al fiume al capanno quella sera di inizio estate...

Dopo questa doverosa premessa, niente spoiler, tutto ciò accade nelle primissime pagine, prende il via la vera storia, la vera avventura di Jim, che negli anni a venire intraprenderà il suo viaggio alla ricerca di Bob. Si arruolerà nella marina militare credendo così di ritrovarlo subito e facilmente, ma Bob nel frattempo si è mosso verso altre destinazioni, e così Jim vivrà una vita costantemente alla sua ricerca, conoscerà altri uomini, inizierà a frequentare quel mondo che inizialmente rifiuta non credendo di appartenervi, non accettando la sua omosessualità. Piano piano, poco alla volta, Jim si mischierà sempre di più a questa gente, trovandosi in locali equivoci, in feste private di frustrate stelle del cinema alla ricerca di nuove emozioni, su navi, campi da tennis, caserme innevate, fino all'epilogo, nell'ultima parte del libro, in cui ritroverà finalmente Bob.

E' un viaggio introspettivo profondissimo alla ricerca della propria identità e del proprio essere. Un'identità di cui Jim ha paura, in cui non ci si sente comodo, ma che inevitabilmente lo costringerà a guardarsi dentro e ad accettarsi per quello che è. Non c'è da stupirsi se quando uscì, nel 1947, questo libro fece scandalo, ancora oggi le tematiche sono "scottanti", figuriamoci 71 anni fa. Gore Vidal ha avuto il coraggio di trasporre su carta la vita di una persona come tante, la vita di un ragazzo che scopre di essere "diverso" dagli altri, che scopre pulsioni che non vorrebbe avere e che vuole convincersi non siano reali. Un libro che scorre rapido come un fiume in piena, come la vita di Jim alla ricerca di se stesso e di Bob. Scritto magistralmente e senza fronzoli. Il mio consiglio è scontato: leggetelo e non ve ne pentirete. Se poi siete appassionati di certe tematiche, questo è un precursore che non potete proprio ignorare.

(brossura, 348 pag., 15€, Caffèorchidea)

Uno dei più noti incipit della storia della letteratura diceva più o meno che "tutte le famiglie felici si somigliano, ma ogni famiglia infelice lo è a modo suo". Le famiglie che popolano questo romanzo, più o meno centralmente, più o meno parzialmente, sono infelici ciascuna a suo modo e qualcuna anche a propria insaputa. I componenti della famiglia Minenti, o sarebbe più giusto dire "Delle" famiglie Minenti, sono infelici ognuno a modo suo. La vicenda ruota intorno a Nabel, figlia più piccola del professor Lucrezio Minenti, scienziato stimato, fisico teorico di fama mondiale, e Anna Pan, donna in carriera dal carattere forte e risoluto, la figlia maggiore è Lulù Minenti. Questo accade in Italia. In Germania vive invece la seconda famiglia Minenti, Hector, l'unico figlio, ha la stessa età di Nabel, sono nati nello stesso anno, a poca distanza l'uno dall'altra, e i loro caratteri si completano, le loro ambizioni e doti si accoppiano rendendo le mancanze di ciascuno, tessere del puzzle che formano il disegno completo dell'altro. Il concetto appare forse un po' fosco detto così, ma vi assicuro che tra le righe di questa storia risulta tutto molto più semplice.

Nabel scopre solo nella maggiore età di avere un fratello nato da una relazione del padre che lei ignorava. Non è uno spoiler, questo accade nelle prime pagine, quindi niente paura 🙂 E' proprio Hector a cercarla in Italia. Dopo questa rivelazione Nabel non sarà più la stessa; inizierà dentro di lei un percorso interiore alla ricerca di una stabilità, di risposte che non troverà mai o che, forse, aveva sempre custodito in fondo al suo cuore. Nabel ama scrivere, ma non sopporta che la gente legga ciò che scrive, così cancella. Cancella ogni parola dall'ultima alla prima, in un percorso a ritroso che non è solo l'atto di eliminare delle parole da un foglio, ma una continua rielaborazione della propria interiorità, una straziante ricerca di sè affidata a parole che mai arriveranno al destinatario. Hector è un artista eclettico, quello che Nabel non riesce ad esternare, lui non riesce a tenere dentro di sè. Membro di un gruppo artistico chiamato Orchestrart, vive dove capita, dove l'arte chiama il suo talento, anche lui alla ricerca di sè, una ricerca che lo porterà inevitabilmente a Nabel. Ma poi arriva Marcus, e gli equilibri si fanno incerti, una nuova rivelazione incredibile, un uomo disposto a tutto per far parte di un esperimento scientifico unico, per diventare il primo crononauta della storia; e tenta in ogni modo di arrivare a Lucrezio Minenti, che pare sia impegnato segretamente ai lavori sulla macchina del tempo. Gli eventi si susseguono incalzanti, tra l'Italia, la Germania e Londra, tre luoghi distanti ma come in universi paralleli, affiancati e presenti l'uno all'altro attraverso Nabel, Hector e Marcus. E il finale è scritto tra le stelle...

Giulia Bracco ha una scrittura fluida e concreta, capace di tratteggiare in poche righe anche situazioni complesse, ma al momento giusto lasciare all'immaginazione del lettore ciò che verrà dopo, quasi a prenderlo per mano, accompagnarlo fino alla soglia e poi lasciarlo libero di entrare da solo. Ho molto apprezzato la caratterizzazione sapientemente poliedrica dei personaggi, mostrati in vari momenti emotivi assolutamente coerenti con il loro nucleo centrale. Sono "vivi", ci si affeziona a loro senza riserve, si sprofonda nella storia e se ne esce alla fine solo dopo una forte successione di emozioni. Dico sul serio, non capita spesso che un libro tocchi corde così sensibili da far vibrare nel profondo, questo l'ha fatto.

Martin Amis diceva che mentre scriviamo qualcuno ci sorveglia: la madre, il maestro, Shakespeare o Dio? In questo libro c'è tutto, basta mettersi comodi e iniziare a leggere.