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Dopo la delusione dello scorso anno per la prima edizione di Tempo di Libri, quest'anno la fiera milanese, antagonista dichiarata del ben più longevo Salone Internazionale del Libro di Torino, torna con rinnovato slancio, una nuova location, nuove aspettative e palinsesto più ricco e diversificato. L'obiettivo è stato centrato? In parte si, ma secondo me ci sono ancora molte cose da fare, soprattutto dal punto di vista organizzativo. E mi riferisco principalmente alla gestione degli spazi per gli eventi e le conferenze. Disorganizzazione più totale: file caotiche, nessuno spazio per poter passare se non spingendo e facendosi strada a gomitate, visitatori disorientati, incapaci di capire da dove entrare (e pure uscire, una volta terminato l'evento); personale di sicurezza assente, hostess assalite dagli astanti che, non sapendo con chi lamentarsi, si scagliavano su di loro. Se qualcuno si fosse sentito male lì in mezzo alla calca, non so come sarebbe potuta finire... E non è un'esagerazione; se ci siete stati avrete visto, e se non ci siete stati allora chiedete a qualche vostro conoscente che invece ha visto. Beh, questo è senz'altro un fattore molto negativo dell'evento in generale, perché se è vero che non tutti i partecipanti di Tempo di Libri si sono recati nella zona conferenze, fortunatamente "relegata" al secondo piano in un'area dedicata, è altresì vero che chi ci è stato (e parliamo di migliaia di persone in 5 giorni) ha dovuto "sopravvivere" in un caos davvero enorme. Peccato perché con un minimo di organizzazione in più si sarebbe potuto avere un effetto enormemente migliore. Da segnarsi per il prossimo anno!

TdL18 - Il caos totale fuori dalle sale convention

Ma passiamo agli espositori. Non è vero che le piccole case editrici hanno aderito, o almeno non tutte. Quelle piccole (e medie) case editrici che al Salone di Torino sono protagoniste, non faccio nomi perché sicuramente ne dimenticherei qualcuno,  sempre grandemente attese, non c'erano. Perché? Avranno fatto i loro calcoli, avranno ritenuto non proficuo parteciparvi, oppure, per un fattore più etico e morale, non hanno voluto "tradire" Torino, questo non lo posso sapere, so solo che non c'erano. Lascio a voi altre conclusioni. Emblematico il fatto che sono uscito dalla fiera senza aver acquistato nemmeno un libro. Zero! E, scusate, ma non è proprio da me una cosa del genere!!! 😀 Si, il Libraccio c'era, ma non sono riuscito ad entrare e dopo due tentativi ho desistito... Non sono più quello di una volta 😀

Passiamo ora ai lati positivi. La location ad esempio è stata azzeccata: facilmente raggiungibile anche da fuori, con almeno due ampi parcheggi in zona (coperti), ampia, spaziosa, molto ben realizzata; stand chiari, illuminati, una zona ristoro molto estesa (al primo piano) con diverse offerte gastronomiche: dal ristorante self-service, a Spizzico, ad Autogrill per i panini, ed un altro paio di bar tavola fredda, insomma, se avevate fame, il problema non sussisteva 🙂 Gli espositori erano effettivamente molti più dello scorso anno, le aree di incontro anche, con un'attenzione particolare anche per i più piccoli, per i quali sono stati organizzati eventi, workshop, e incontri di ogni genere: degno di menzione quello di Comieco sulla gestione della carta e del suo riciclo, dove con 3 piccoli stand coperti illustrava ai più piccoli, ma anche ai più grandi, i vari tipi di riciclo della carta e la lavorazione successiva per produrre nuova carta, e facendo partecipare tutti anche con un quiz finale per verificare l'apprendimento delle nozioni. Una cosa davvero interessante e soprattutto utile!

Gli ospiti poi erano davvero molti più dello scorso anno, sia "nostrani" che internazionali, posso citarne alcuni: Luis Sepúlveda, John Grisham, Gianrico Carofiglio, Nicola Lagioia, Nicolai Lilin, Vittorio Sgarbi, Mauro Corona, Clara Sánchez, Sveva Casati Modignani, Paolo Cognetti, Joe Lansdale, Donato Carrisi... E decine di altri, davvero. Non posso citarli tutti, per ovvi motivi, ma comunque se volete un quadro completo potete visitare il sito ufficiale di Tempo di Libri e dare un'occhiata al programma disponibile online e per il download in PDF.

La mia personale esperienza come avrete potuto capire non è stata del tutto positiva, a causa del caos vissuto in zona conferenze, ma posso affermare, con ragionevole certezza, che quest'anno le cose sono andate decisamente meglio dello scorso e che, in ottica futura, la direzione che si è presa è senz'altro quella giusta. Peccato (sempre parere personale) che gli editori più piccoli non abbiano aderito; anche su questo punto spero in futuro possano cambiare le cose. Per il momento va bene così. Ora abbiamo 12 mesi di tempo per prepararci per il prossimo Tempo di Libri... Nel frattempo, tra 2 mesi, ci attende il Salone di Torino. Dopo di che potremo meglio tirare le somme.

Buone letture a tutti!

Si è conclusa poco fa la presentazione del Salone Internazionale del Libro di Torino 2018, presieduta da Massimo Bray, ex-presidente della Fondazione del Libro e ora coordinatore del Salone, e da Nicola Lagioia, direttore ormai al secondo anno dopo il successo dell'edizione passata. "Un giorno tutto questo" è il tema di quest'anno, dove ci si interroga su 5 grandi domande del nostro presente e del futuro. E sono state interrogate in proposito alcune tra le più grandi menti dei nostri tempi. Chi voglio essere? Perchè mi serve un nemico? Il mondo a chi appartiene? Dove mi portano spiritualità e scienza? Che cosa voglio dall'arte, libertà o rivoluzione? Da qui il via ad un'esplorazione a tutto tondo che prenderà vita proprio nei 5 giorni della kermesse torinese. Paese ospite quest'anno sarà la Francia, a 50 anni dal Maggio Francese, con eventi dedicati e naturalmente autori ed artisti che hanno vissuto quel periodo storico e saranno qui a raccontarcelo. Su tutti Edgar Morin, che pubblicherà proprio a Maggio un libro sul '68 francese.

Per ora sono pochi i nomi trapelati tra gli ospiti che andranno ad impreziosire questo Salone, su tutti spicca però il nome del premio Nobel Herta Müller e del dissidente russo Eduard Limonov, dopo 23 anni ritornato in possesso del suo passaporto e finalmente libero di espatriare, che presenterà il suo ultimo lavoro. Tra gli altri nomi annunciati quello di Paolo Giordano, anche lui con un nuovo libro, Guillermo Arriaga, Fernando Aramburu, Niccolò Ammaniti e Antoine Volodine.

Confermati BookStore Village, BookBlog, Super Festival, ci sarà una collaborazione con Lucca Comics&Games e un'area dedicata al gioco, una collaborazione con il Premio Strega Europeo dove i 5 finalisti saranno presenti durante il Salone a presentare le proprie opere e proprio qui verrà eletto e premiato il vincitore. Registi, premi oscar, attori, presentatori, insomma, davvero di tutto... E considerando che questa è solo una piccola anticipazione beh, c'è davvero da aspettarsi un Salone magnifico quest'anno!

Di seguito il video con la conferenza intera trasmessa oggi in diretta a partire dalle 11,30 sulla pagina Facebook del Salone.
A presto con altre notizie!

In diretta dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, eccoci con la prima conferenza verso il #SalTo18!

Pubblicato da Salone Internazionale del Libro su martedì 27 febbraio 2018

 

 

Oggi, Martedì 27 Febbraio, alle ore 11,30, presso il Museo Nazionale di Cinema di Torino, ci sarà la presentazione del 31° Salone Internazionale del Libro di Torino #SalTo18. Verrà presentato il tema, il progetto, l'immagine del logo, il manifesto, il paese ospite e tutti i dettagli su quello che si aspetta come il migliore e più grande salone di sempre. Al secondo anno di conduzione da parte dello scrittore ed editor Nicola Lagioia, il Salone del Libro è l'incontro più importante per ogni lettore, scrittore, editore o semplice amante dei libri; con ospiti da tutto il mondo, incontri, eventi, workshop, laboratori e molto altro ancora. Se volete saperne di più, questo è il link dal sito ufficiale: http://www.salonelibro.it/it/news/19409-salone-2018-martedi-27-febbraio-la-presentazione-al-museo-nazionale-del-cinema.html

Ritorna Tempo di Libri, la fiera dell'editoria Italiana di Milano, giunta alla sua seconda edizione, quest'anno cambiando location e periodo. Non sarà più infatti allestita alla zona fiere di Milano Rho, ma bensì nella più rinomata e centrale Fieramilanocity, e non si svolgerà più a fine Aprile, a ridosso del Salone Internazionale del Libro di Torino, ma bensì nella prima metà di Marzo. Strategia questa sicuramente volta a non intasare un breve periodo con due manifestazioni di questa portata, anche perchè la concorrenza con il Salone di Torino è forte, quindi meglio "staccarsi" un po'!

Tra l'8 e il 12 di Marzo, 5 giorni di libri, autori, editori, interventi e interviste, approfondimenti, letture ad alta voce, eventi di ogni tipo per grandi e per bambini. Insomma, tutto quello che gira intorno al mondo dei libri e della lettura, a quello che più ci piace 🙂 Se vi interessa approfondire, il programma in PDF è scaricabile dal sito ufficiale a questo indirizzo: Programma Completo . 

Io un giretto me lo farò senz'altro, anche se sto ancora decidendo quale giorno... Vi terrò aggiornati con tutte le news a mia disposizione!

A presto e buone letture!

Ciao a tutti! E visto che è il primo post di questo 2018, beh, anche buon anno 🙂
Come avete potuto vedere, negli ultimi mesi non ho scritto moltissimo, durante questo periodo ho fatto altre cose che mi hanno un po' tenuto lontano dal blog, ma come ben sapete questo non è uno spazio ad aggiornamenti "fissi", quindi non temete se per un periodo non leggete notizie, qualcosa bolle sempre in pentola 😀

Non sono qui per parlarvi dei libri che ho letto, ma lo farò, promesso 😀 Sono qui per citarvi un bell'articolo che ho trovato in rete, scritto sul sito "Italiani Ovunque", dove si parla dei 20 eventi letterari più interessanti del 2018! Quale occasione migliore per tornare a scrivere anche io? 🙂

Date un'occhiata a questo link: http://www.italianiovunque.com/2018/01/eventi-letterari-del-2018/ Ce n'è per tutti i gusti!

Tra gli appuntamenti segnalati nell'articolo a cui non vorrei mancare ci metto "Tempo di Libri", "La Grande Invasione", "Book Pride" e, naturalmente, "Il Salone del Libro di Torino" (l'ho lasciato per ultimo apposta 😉 )

E voi? Ci sarete a qualcuno di questi?
Buona giornata, buon anno e buone letture a tutti!!! 🙂


Tra poco più di 2 ore verrà nominato il vincitore del premio Nobel per la Letteratura.
Potete seguire tutto sul sito ufficiale https://www.nobelprize.org

Anche quest'anno il nome di Murakami sta circolando prepotentemente tra gli "addetti ai lavori", ma con il suo ne circolano altri molto altisonanti... Sarà la volta buona per il Giapponese? Io ad essere sincero ci spero davvero! Anche se mi accontenterei che fosse uno scrittore a vincere e non un altro cantautore... Scusate ma non ho resistito 😀

Tutti sintonizzati allora!

Sabato 7 e Domenica 8 a Torino torna "Portici di Carta", la libreria a cielo aperto più lunga del mondo, sotto ai portici del centro città! Quest'anno si espanderà anche sotto quelli di Via Sacchi e Via Nizza, che si aggiungono a quelli di Via Roma, Piazza San Carlo e Piazza Carlo Felice, per un totale di circa 2,5km di bancarelle di libri... Ci fate un giro? Ospiti importanti e incontri a tema. Tutte le info sul sito ufficiale: Portici di Carta

Continua il mio viaggio attraverso i libri che hanno partecipato quest'anno al Premio Strega, con la terza classificata, Wanda Marasco, e il suo La compagnia delle anime finte, edito da Neri Pozza. E' la storia della famiglia di Vincenzina Umbriello, raccontata dalla figlia Rosa, immaginata per lo più, al capezzale della madre morta. Una vita povera, di sofferenze e privazioni, umiliazioni e rimorsi, vissuta in una Napoli in bianco e nero, nei rioni poveri del primo dopoguerra, tra stretti vicoli, muretti, cantine e terrazze. Dalla nascita alla morte, è la storia di una donna forte e determinata, che vivrà purtroppo una vita ingombra di ombre e tragedie e piuttosto estranea alle soddisfazioni e alle gioie, fin da bambina incontrerà la morte e la malattia come compagne di viaggio e imparerà presto ad essere adulta, grazie alle esperienze e all'amicizia non sempre limpida di Annarella.

La storia della famiglia Umbriello si intreccerà con la ben più agiata famiglia Maiorana quando per caso Vincenzina incontrerà Rafele (Raffaele), l'uomo che diventerà suo marito nonostante le opposizioni della famiglia di lui. Le storie dei componenti delle due famiglie si intrecceranno più volte, verranno narrate singolarmente, a volte quasi come racconti a parte, ma saranno lo sfondo di un unico dipinto generale. Una storia di vita profonda e struggente, con i suoi risvolti neri e le sofferenze tipiche anche del periodo storico e della zona geografica, narrato in maniera sublime da una poetessa, alternando un dialetto napoletano (comprensibilissimo) ad un Italiano con la "I" maiuscola.

Non è mia abitudine fare "spoiler" o approfondire troppo la trama, per il semplice motivo che sono io il primo a non amare certe cose in un libro che vorrei leggere. Ci sono decine di personaggi e di storie qui dentro, storie che fanno male, che raschiano dentro come uno scalpello, inquietudini, malattie fisiche e mentali, disperazione e abbandoni. Cupo e pesante seppure breve, si legge che è un piacere nonostante la complessità di certi passaggi e l'intrico di certe frasi. Un altro libro italiano di grande spessore, alla faccia di chi cerca sempre il più sconosciuto autore straniero...

Non lo consiglio a tutti, ma solo a chi vuole cogliere la struggente normalità di un vivere senza orizzonte.

Ai margini della Città Eterna, a pochi chilometri dal centro di Roma, lungo una parte del Tevere in ombra, marcia, maleodorante, vivono anime appartate, fuori dal tempo e dal mondo, disadattati ed emarginati ai nostri occhi, leggeri e liberi nei loro cuori. La storia che ci racconta Matteo Nucci si svolge qui, sulla chiatta ormeggiata sul fiume romano, che fa da trattoria, l'Anaconda, tra baracche di lamiera, barchette a motore di vecchi anguillari, tra il tubo di una fognatura mai terminata, utilizzata come abitazione, campi rom e prostitute. Una discesa verso il basso, verso l'abisso della disperazione, per riemergere e rinascere a vita nuova. Una storia terribile e tragica quanto verosimile. La storia di un uomo che dalla vita ha avuto il peggio ma che non si è arreso, mai, fino alla fine, fino alla purificatrice transizione passando per le latrine dell'umanità.

Il dottore, così lo chiamano lungo il Tevere, Ippolito Snell, marito e padre, archeologo, collega e amico rispettabile, pezzo a pezzo perde tutto quello che ha di più caro, tentando di tutto per mantenere le cose insieme, per rimediare, ma rendendosi presto conto che è la vita che decide per noi, e che non possiamo fare altro che stare a guardare. Spesso impotenti. Da qui il suo cammino verso una nuova vita e una rinascita che solo alla fine della vicenda troverà, forse, la quadratura del cerchio.

Il libro si articola in tre parti, la prima e l'ultima narrate in terza persona, dove viene per lo più raccontato il presente, la seconda, in prima persona, racconta invece del passato di Ippolito, e rende chiarezza a tutto il resto. La scrittura è puntuale e fludia, anche nei dialoghi, resi spesso più crudi e reali dall'utilizzo di termini forti e colloquiali, e nei monologhi anche interiori di lui e della moglie Anna. Non vi dirò nulla di più, naturalmente, questo è un testo che va letto ed assimilato attraverso le proprie vibrazioni, elaborato, digerito e rigurgitato secondo le emozioni di ciascuno. Un libro che mi ha pesato sullo stomaco per quasi tutta la sua durata, a tratti mi ha fatto sperare che finisse presto, che finisse in fretta tutto quel tormento. Ma che alla fine del viaggio mi ha lasciato una traccia dentro, qualcosa di indelebile che so già rimarrà lì per sempre. Un solco fatto di colori, odori e sensazioni, di un posto che non ho mai visto veramente con gli occhi, ma che ho abitato a fondo con l'anima.

E questo, se permettete, è la grandezza di un libro, di qualsiasi genere si tratti, di qualsiasi autore, periodo storico o altra catalogazione. Se ci resta qualcosa dentro allora vuol dire che l'opera si è compiuta, che quello è un libro giusto, da leggere, conservare e consigliare. Non nego di essermici avvicinato vedendolo tra i 12 finalisti del Premio Strega, benedetto Premio Strega sempre in mezzo a mille polemiche. L'ho seguito sino alla finale facendo il tifo per lui, ma alla fine è arrivato, purtroppo, solo quarto. Non voglio in questa sede commentare la classifica, comunque spero che questa manifestazione così importante serva a dare il giusto risalto a questo titolo e a questo autore.

Io mi fermo qui, come sempre spero di avervi dato un parere chiaro e genuino. Non una recensione, ci tengo a precisarlo, ma il mio personalissimo punto di vista. Grazie Matteo per le emozioni che hai saputo regalarci. Grazie davvero.

E' giusto obbedire alla notte? Per me è stato straziante. Viaggio interiore senza anestesia. E' giusto leggerlo.

 

Ma che bella La Grande Invasione! Quest'anno ho potuto assaporare di persona il clima di questa magnifica manifestazione che per 4 giorni interi rende la città di Ivrea un connettore incredibile di arte, letteratura e musica, un convogliatore di idee, opinioni e dibattiti, uno spazio immenso dove ascoltare, interagire, creare. Ragazzi, questo è lo spirito giusto! Passare dal cortile di un museo dove Domenico Starnone sta parlando delle sue esperienze di lettore, ad una fresca chiesa sconsacrata dove 4 giovani autori ci parlano del loro esordio (in realtà 3 giovani e uno meno); dalla platea di un teatro gremito dove tra luci e colori si mettono in scena storie, racconti e favole per i più piccoli, alla "Zona Attiva di Cittadinanza" alla stazione di Ivrea dove tra un piatto di pasta e un laboratorio di creatività per "piccoli invasori", si può ascoltare Emiliano Poddi che legge un brano di Tobias Wolff. E quando passi nella piazza centrale, dove il grande palco accoglie i musicisti nelle serate della manifestazione, e vedi Nicola Lagioia coricato a terra, uno zaino per cuscino, braccia dietro la testa, a discorrere amabilmente con altri ragazzi li intorno, capisci che questa manifestazione è quello che mancava, capisci di essere nel posto giusto.

Io ho invaso Ivrea il secondo giorno, venerdì 2 Giugno, perciò non posso parlare per gli altri giorni, ma se tanto mi da tanto sicuramente il week-end sarà stato davvero molto denso. Anche se da poco avevo dato fondo al mio budget per i libri durante il Salone di Torino, mi sono comunque concesso l'ultimo titolo di Starnone, anche perchè lui era li che lo firmava, e io ne ho approfittato 😀 Oltre a questo libro ho preso solo un paio di gadgets, una t-shirt un paio di borse e una splendida tazza! Sono stato parsimonioso, dai! Avrei voluto acquistare anche i libri dei quattro esordienti dell'incontro a cui ho presenziato nel pomeriggio ma ce l'ho fatta a resistere 😀 L'incontro però l'ho filmato e ve lo propongo qui sotto, è davvero molto interessante! Scusate se la telecamera in certi momenti "balla" un po', ma fattori esterni disturbavano la mia postazione 😀

Da questa mia presenza alla Grande Invasione sono tornato a casa con una certezza assoluta: Il prossimo anno invaderò di nuovo la città! Grazie alla città di Ivrea, grazie alla SUR che organizza il festival e grazie a tutti quelli che ci sono stati! Gli eventi come questo fanno del bene all'Italia e alle persone, dai bambini agli anziani. A tutti! Alla prossima e buone letture 🙂