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(brossura, 526 pag., 18€, Neri Pozza)

Leggo tanto e di tutto, ma mi capita raramente di finire un libro e sentirmi svuotato, triste, sapendo che la storia si è conclusa, che ormai so tutto e non ci saranno altre pagine a tenermi con il fiato sospeso a sognare un'altro colpo di scena, a chiedermi cosa succederà dopo. Le sette morti di Evelyn Hardcastle mi ha letteralmente stregato, incollandomi alle pagine, trascinandomi a forza all'interno di una storia complessa e multiforme come poche altre o anzi, come nessun'altra.

"La famiglia Hardcastle ha l'onore di invitarLa a Blackheat House per un BALLO IN MASCHERA".

Così comincia il romanzo d'esordio di Stuart Turton, giovane scrittore inglese laureato in filosofia, ex-insegnante di inglese a Shangai, ex-libraio e ora giornalista freelance e uno dei più acclamati scrittori della terra d'Albione. Tanto clamore è motivato da un romanzo d'esordio brillante e misterioso. Come si intuisce dal titolo, Evelyn Hardcastle verrà uccisa a Blackheat House, quello che non è così comune, è che verrà uccisa ogni sera fino a quando non verrà svelato il mistero del suo assassinio. Ogni giorno si ripeterà all'infinito alla stessa maniera fino a quando non verrà smascherato il colpevole. Solo allora sarà possibile mettere la parola fine alla storia e fuggire da Blackheat. Follia? Forse. O forse no? Perchè Aiden Bishop si risveglia ogni giorno nel corpo di un diverso invitato alla festa? E in quelle sembianze dovrà ritornare a indagare sull'evento criminoso? Che segreti nasconde la famiglia Hardcastle? Quali sono le macchinazioni dietro a questo congegno diabolico? Naturalmente è difficile scrivere altro senza fare spoiler, vi invito a dare un'occhiata al booktrailer davvero ben riuscito al link di seguito e decidere se leggere o meno il libro. [ BOOKTRAILER ]

Io dal giorno in cui ho visto questo booktrailer preparato da Neri Pozza me ne sono letteralmente innamorato e sono corso a prenotare la mia copia prima ancora che uscisse in libreria. E considerate che io non sono il classico lettore di libri gialli, tutt'altro. Ma in questo caso c'è molto più di un "semplice" giallo; c'è un mistero assurdo, un ciclo infinito di giornate che si ripetono. Perchè? Com'è possibile? La mia immaginazione ha iniziato a vorticare pagina dopo pagina e non vi nascondo che in più momenti mi sono ritrovato a leggere una frase e restare letteralmente a bocca aperta! Non credevo davvero a quello che avevo letto! E credo che l'effetto voluto da Turton fosse proprio quello di sorprendere pagina dopo pagina l'incauto lettore, di trascinarlo in una giostra di equivoci, tranelli e falsi sospetti, prima di inchiodarlo ad un finale, ovviamente, folle e incredibile, almeno tanto quanto il libro in sè.

Sul serio, non posso dirvi altro di diverso dalle mie impressioni e dalle mie emozioni per non rovinarvi una lettura che merita tutta la vostra attenzione dalla prima all'ultima pagina. Sono certo che anche voi come il sottoscritto verrete catturati da Blackheat e finirete impantanati in una storia assurda dalla quale sarà impossibile fuggire... Io ne sono uscito, ma un senso di nostalgia mi prende allo stomaco. Sono sicuro che prima o poi lo rileggerò, anche se non sarà la stessa cosa, me ne rendo conto, ma solo per il piacere di ritornare dentro un'atmosfera surreale dalla quale mi sono sentito catturato e della quale conservo dentro di me i colori, gli odori e le emozioni di tutti gli invitati. Un libro altamente sensoriale ed emozionale. Leggetelo e basta! 😀

Ma che bella La Grande Invasione! Quest'anno ho potuto assaporare di persona il clima di questa magnifica manifestazione che per 4 giorni interi rende la città di Ivrea un connettore incredibile di arte, letteratura e musica, un convogliatore di idee, opinioni e dibattiti, uno spazio immenso dove ascoltare, interagire, creare. Ragazzi, questo è lo spirito giusto! Passare dal cortile di un museo dove Domenico Starnone sta parlando delle sue esperienze di lettore, ad una fresca chiesa sconsacrata dove 4 giovani autori ci parlano del loro esordio (in realtà 3 giovani e uno meno); dalla platea di un teatro gremito dove tra luci e colori si mettono in scena storie, racconti e favole per i più piccoli, alla "Zona Attiva di Cittadinanza" alla stazione di Ivrea dove tra un piatto di pasta e un laboratorio di creatività per "piccoli invasori", si può ascoltare Emiliano Poddi che legge un brano di Tobias Wolff. E quando passi nella piazza centrale, dove il grande palco accoglie i musicisti nelle serate della manifestazione, e vedi Nicola Lagioia coricato a terra, uno zaino per cuscino, braccia dietro la testa, a discorrere amabilmente con altri ragazzi li intorno, capisci che questa manifestazione è quello che mancava, capisci di essere nel posto giusto.

Io ho invaso Ivrea il secondo giorno, venerdì 2 Giugno, perciò non posso parlare per gli altri giorni, ma se tanto mi da tanto sicuramente il week-end sarà stato davvero molto denso. Anche se da poco avevo dato fondo al mio budget per i libri durante il Salone di Torino, mi sono comunque concesso l'ultimo titolo di Starnone, anche perchè lui era li che lo firmava, e io ne ho approfittato 😀 Oltre a questo libro ho preso solo un paio di gadgets, una t-shirt un paio di borse e una splendida tazza! Sono stato parsimonioso, dai! Avrei voluto acquistare anche i libri dei quattro esordienti dell'incontro a cui ho presenziato nel pomeriggio ma ce l'ho fatta a resistere 😀 L'incontro però l'ho filmato e ve lo propongo qui sotto, è davvero molto interessante! Scusate se la telecamera in certi momenti "balla" un po', ma fattori esterni disturbavano la mia postazione 😀

Da questa mia presenza alla Grande Invasione sono tornato a casa con una certezza assoluta: Il prossimo anno invaderò di nuovo la città! Grazie alla città di Ivrea, grazie alla SUR che organizza il festival e grazie a tutti quelli che ci sono stati! Gli eventi come questo fanno del bene all'Italia e alle persone, dai bambini agli anziani. A tutti! Alla prossima e buone letture 🙂