Premio Strega 2018 – Annunciata la dozzina finalista

Questa mattina a Roma, presso la Sala del Tempio di Adriano, è stata annunciata la dozzina finalista del Premio Strega 2018. Di seguito l’elenco dei titoli e le copertine dei libri!

L’appuntamento è a Mercoledì 13 Giugno per la proclamazione della cinquina finalista!

E ora via con lo #Stregathon! Buone letture a tutti! 😀

  • Marco BalzanoResto qui (Einaudi)
  • Carlo CarabbaCome un giovane uomo (Marsilio)
  • Carlo D’AmicisIl gioco (Mondadori)
  • Silvia Ferreri, La madre di Eva (NEO Edizioni)
  • Helena JaneczekLa ragazza con la Leica (Guanda)
  • Lia LeviQuesta sera è già domani (Edizioni E/O)
  • Elvis MalajDal tuo terrazzo si vede casa mia (Racconti Edizioni)
  • Francesca MelandriSangue giusto (Rizzoli)
  • Angela Nanetti, Il figlio prediletto (Neri Pozza)
  • Sandra PetrignaniLa corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg (Neri Pozza)
  • Andrea Pomella, Anni luce (ADD Editore)
  • Yari SelvetellaLe stanze dell’addio (Bompiani)

 

Premio Strega 2018 – Tutte le proposte

Con la fine di Marzo si è concluso anche il tempo per l’invio delle proposte per il Premio Strega 2018 da parte degli “Amici della domenica”. Spetta ora al Comitato Direttivo scegliere i 12 finalisti che saranno poi annunciati il 19 di Aprile in conferenza stampa dalla Sala del Tempio di Adriano a Roma.

Ecco l’elenco dei 41 titoli proposti con relativo promotore:

Adriano Angelini SutL’ultimo singolo di Lucio Battisti, Gaffi – proposto da Simonetta Bartolini.
Marco BalzanoResto qui, Einaudi – proposto da Pierluigi Battista.
Ilaria BernardiniFaremo foresta, Mondadori – proposto da Caterina Bonvicini.
Giorgio BiferaliL’amore a vent’anni, Tunué – proposto da Lucio Villari.
Massimo BubolaBallata senza nome, Frassinelli – proposto da Alessandro Perissinotto.
Gianfranco CalligarichQuattro uomini in fuga, Bompiani – proposto da Paolo Mauri.
Carlo CarabbaCome un giovane uomo, Marsilio – proposto da Edoardo Nesi.
Daniele CavicchiaZeta l’ultima della fila, De Felice Edizioni – proposto da Francesca Pansa.
Severino CesariCon molta cura, Rizzoli – proposto da Giancarlo De Cataldo.
Edoardo ChitiAtlas, Round Robin Editrice – proposto da Sergio Givone.
Anne-Riitta CicconeI’m. Infinita come lo spazio, Il Foglio – proposto da Elisabetta Kelescian.
Marco CirielloUno di questi giorni, Rubbettino – proposto da Paolo Di Stefano.
Mario CollarileIl terzo padre, Historica Edizioni – proposto da Maria Cristina Donnarumma.
Maurizio CotrufoIl pescatore gentiluomo, Editoriale Scientifica – proposto da Diego Guida.
Carlo D’AmicisIl gioco, Mondadori – proposto da Nicola Lagioia.
Sergio De SantisNon sanno camminare sulla terra, Mondadori – proposto da Antonio Denenedetti.
Gianfranco Di FioreQuando sarai nel vento, 66th and 2nd – proposto da Marcello Fois.
Silvia FerreriLa madre di Eva, Neo Edizioni – proposto da Ottavia Piccolo.
Patrick FogliA chi appartiene la notte, Baldini+Castoldi – proposto da Piero Gelli.
Dori Ghezzi, Giordano Meacci, Francesca SerafiniLui, io, noi, Einaudi Stile Libero – proposto da Sandro Veronesi.
Helena JaneczekLa ragazza con la Leica, Guanda – proposto da Benedetta Tobagi.
Sergio Lambiase, Adriana cuore di luce, Bompiani – proposto da Antonella Cilento.
Lia LeviQuesta sera è già domani, Edizioni e/o – proposto da Dacia Maraini.
Loredana LipperiniL’arrivo di Saturno, Bompiani – proposto da Stefano Bartezzaghi.
Elvis MalajDal tuo terrazzo si vede casa mia, Racconti Edizioni – proposto da Luca Formenton.
Elena MeariniÈ stato breve il nostro lungo viaggio, Cairo – proposto da Franco Di Mare.
Francesca MelandriSangue giusto, Rizzoli – proposto da Gianpaolo Gamaleri.
Angela NanettiIl figlio prediletto, Neri Pozza – proposto da Carla Ida Salviati.
Sergio Livio NigriIl marito paziente, Biblioteca dei Leoni – proposto da Maurizio Cucchi.
Paolo OnoriFare pochissimo, Marcos y Marcos – proposto da Antonio Pennacchi.
Sandra PetrignaniLa corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg, Neri Pozza – proposto da Biancamaria Frabotta.
Letizia PezzaliLealtà, Einaudi Stile Libero – proposto da Teresa Ciabatti.
Andrea PomellaAnni luce, ADD Editore – proposto da Nadia Terranova.
Luca RicciGli autunnali, La nave di Teseo – proposto da Renato Minore.
Andrea SaloniaDomani, chiameranno domani, Mondadori Electa – proposto da Rosellina Archinto.
Isabella SchiavoneLunavulcano, Lastaria – proposto da Ludina Barzini.
Brunella SchisaLa nemica, Neri Pozza – proposto da Romana Petri.
Yari SelvetellaLe stanze dell’addio, Bompiani – proposto da Chiara Gamberale.
Giuseppe SgarbiIl canale dei cuori, Skira – proposto da Furio Colombo.
Carlo Maria SteinerDottor Marx, Felix Krull Editore – proposto da Franco Cardini.
Giordano TedoldiTabù, Tunué – proposto da Filippo La Porta.

Maggiori informazioni sul sito del Premio Strega www.premiostrega.it

Premio Strega 2018 – Aggiornamento sulle proposte

Sono arrivate a 25 le proposte degli Amici della domenica per il Premio Strega 2018, termine ultimo per l’invio delle proposte è il 30/03. Vediamo i titoli finora in lista:

– Sandra Petrignani “La corsara” (Neri Pozza)
– Luca Ricci “Gli autunnali” (La nave di Teseo)
– Severino Cesari “Con molta cura :)” (Rizzoli)
– Elvis Malaj “Dal tuo terrazzo si vede casa mia” (Racconti edizioni)
– Edoardo Chiti “Atlas” (Round Robin editrice)
– Francesca Melandri “Sangue giusto” (Rizzoli)
– Lia Levi “Questa sera è già domani” (Edizioni e/o)
– Andrea Pomella “Anni luce” (Add editore)
– Yari Selvatella “Le stanze dell’addio” (Bompiani)
– Angela Nanetti “Il figlio prediletto” (Neri Pozza)
– Massimo Bubola “Ballata senza nome” (Frassinelli)
– Sergio Lambiase “Adriana” (Bompiani)
– Giordano Tedoldi “Tabù” (Tunuè)
– Giorgio Biferali “L’amore a vent’anni” (Tunuè)
– Daniele Cavicchia “Zeta l’ultima della fila” (Di Felice edizioni)
– Giuseppe Sgarbi “Il canale dei cuori” (Skira)
– Helena Janeczek “La ragazza con la Leica” (Guanda)
– Silvia Ferreri “La madre di Eva” (Neo edizioni)
– Paolo Onori “Fare pochissimo” (Marcos Y Marcos)
– Isabella Schiavone “Lunavulcano” (Lastaria edizioni)
– Sergio De Santis “Non sanno camminare sulla terra” (Mondadori)
– Brunella Schisa “La nemica” (Neri Pozza)
– Letizia Pezzali “Lealtà” (Einaudi)
– Carlo Maria Steiner “Dottor Marx” (Felix Krull editore)
– Mario Collarile “Il terzo padre” (Historica edizioni)

La compagnia delle anime finte (Wanda Marasco)

Continua il mio viaggio attraverso i libri che hanno partecipato quest’anno al Premio Strega, con la terza classificata, Wanda Marasco, e il suo La compagnia delle anime finte, edito da Neri Pozza. E’ la storia della famiglia di Vincenzina Umbriello, raccontata dalla figlia Rosa, immaginata per lo più, al capezzale della madre morta. Una vita povera, di sofferenze e privazioni, umiliazioni e rimorsi, vissuta in una Napoli in bianco e nero, nei rioni poveri del primo dopoguerra, tra stretti vicoli, muretti, cantine e terrazze. Dalla nascita alla morte, è la storia di una donna forte e determinata, che vivrà purtroppo una vita ingombra di ombre e tragedie e piuttosto estranea alle soddisfazioni e alle gioie, fin da bambina incontrerà la morte e la malattia come compagne di viaggio e imparerà presto ad essere adulta, grazie alle esperienze e all’amicizia non sempre limpida di Annarella.

La storia della famiglia Umbriello si intreccerà con la ben più agiata famiglia Maiorana quando per caso Vincenzina incontrerà Rafele (Raffaele), l’uomo che diventerà suo marito nonostante le opposizioni della famiglia di lui. Le storie dei componenti delle due famiglie si intrecceranno più volte, verranno narrate singolarmente, a volte quasi come racconti a parte, ma saranno lo sfondo di un unico dipinto generale. Una storia di vita profonda e struggente, con i suoi risvolti neri e le sofferenze tipiche anche del periodo storico e della zona geografica, narrato in maniera sublime da una poetessa, alternando un dialetto napoletano (comprensibilissimo) ad un Italiano con la “I” maiuscola.

Non è mia abitudine fare “spoiler” o approfondire troppo la trama, per il semplice motivo che sono io il primo a non amare certe cose in un libro che vorrei leggere. Ci sono decine di personaggi e di storie qui dentro, storie che fanno male, che raschiano dentro come uno scalpello, inquietudini, malattie fisiche e mentali, disperazione e abbandoni. Cupo e pesante seppure breve, si legge che è un piacere nonostante la complessità di certi passaggi e l’intrico di certe frasi. Un altro libro italiano di grande spessore, alla faccia di chi cerca sempre il più sconosciuto autore straniero…

Non lo consiglio a tutti, ma solo a chi vuole cogliere la struggente normalità di un vivere senza orizzonte.

E’ giusto obbedire alla notte (Matteo Nucci)

Ai margini della Città Eterna, a pochi chilometri dal centro di Roma, lungo una parte del Tevere in ombra, marcia, maleodorante, vivono anime appartate, fuori dal tempo e dal mondo, disadattati ed emarginati ai nostri occhi, leggeri e liberi nei loro cuori. La storia che ci racconta Matteo Nucci si svolge qui, sulla chiatta ormeggiata sul fiume romano, che fa da trattoria, l’Anaconda, tra baracche di lamiera, barchette a motore di vecchi anguillari, tra il tubo di una fognatura mai terminata, utilizzata come abitazione, campi rom e prostitute. Una discesa verso il basso, verso l’abisso della disperazione, per riemergere e rinascere a vita nuova. Una storia terribile e tragica quanto verosimile. La storia di un uomo che dalla vita ha avuto il peggio ma che non si è arreso, mai, fino alla fine, fino alla purificatrice transizione passando per le latrine dell’umanità.

Il dottore, così lo chiamano lungo il Tevere, Ippolito Snell, marito e padre, archeologo, collega e amico rispettabile, pezzo a pezzo perde tutto quello che ha di più caro, tentando di tutto per mantenere le cose insieme, per rimediare, ma rendendosi presto conto che è la vita che decide per noi, e che non possiamo fare altro che stare a guardare. Spesso impotenti. Da qui il suo cammino verso una nuova vita e una rinascita che solo alla fine della vicenda troverà, forse, la quadratura del cerchio.

Il libro si articola in tre parti, la prima e l’ultima narrate in terza persona, dove viene per lo più raccontato il presente, la seconda, in prima persona, racconta invece del passato di Ippolito, e rende chiarezza a tutto il resto. La scrittura è puntuale e fludia, anche nei dialoghi, resi spesso più crudi e reali dall’utilizzo di termini forti e colloquiali, e nei monologhi anche interiori di lui e della moglie Anna. Non vi dirò nulla di più, naturalmente, questo è un testo che va letto ed assimilato attraverso le proprie vibrazioni, elaborato, digerito e rigurgitato secondo le emozioni di ciascuno. Un libro che mi ha pesato sullo stomaco per quasi tutta la sua durata, a tratti mi ha fatto sperare che finisse presto, che finisse in fretta tutto quel tormento. Ma che alla fine del viaggio mi ha lasciato una traccia dentro, qualcosa di indelebile che so già rimarrà lì per sempre. Un solco fatto di colori, odori e sensazioni, di un posto che non ho mai visto veramente con gli occhi, ma che ho abitato a fondo con l’anima.

E questo, se permettete, è la grandezza di un libro, di qualsiasi genere si tratti, di qualsiasi autore, periodo storico o altra catalogazione. Se ci resta qualcosa dentro allora vuol dire che l’opera si è compiuta, che quello è un libro giusto, da leggere, conservare e consigliare. Non nego di essermici avvicinato vedendolo tra i 12 finalisti del Premio Strega, benedetto Premio Strega sempre in mezzo a mille polemiche. L’ho seguito sino alla finale facendo il tifo per lui, ma alla fine è arrivato, purtroppo, solo quarto. Non voglio in questa sede commentare la classifica, comunque spero che questa manifestazione così importante serva a dare il giusto risalto a questo titolo e a questo autore.

Io mi fermo qui, come sempre spero di avervi dato un parere chiaro e genuino. Non una recensione, ci tengo a precisarlo, ma il mio personalissimo punto di vista. Grazie Matteo per le emozioni che hai saputo regalarci. Grazie davvero.

E’ giusto obbedire alla notte? Per me è stato straziante. Viaggio interiore senza anestesia. E’ giusto leggerlo.

 

Premio Strega 2017 – Annunciati i 5 finalisti

Ebbene si, sono appena stati annunciati i 5 finalisti del Premio Strega 2017! Durante la diretta streaming sul sito RAI Cultura.

Dalla votazione dei 660 giurati, tra i quali figuravano oltre ai 400 Amici della Domenica, anche selezionati lettori forti, traduttori, intellettuali, studiosi, anche da istituti italiani all’estero, è emersa la seguente classifica:

1 – Paolo Cognetti “Le otto montagne”  voti 281

2 – Teresa Ciabatti “La più amata” voti 177

3 – Wanda Marasco “La compagnia delle anime finte” voti 175

4 – Alberto RolloUn’educazione milanese” voti 160

5 – Matteo Nucci “E’ giusto obbedire alla notte”  voti 158

Ricordo anche i 7 esclusi dalla cinquina finalista:

Chiara Marchelli “Le notti blu” 125 voti
Ferruccio Parazzoli “Amici per paura” 122 voti
Marco Ferrante “Gin tonic a occhi chiusi” 111 voti
Marco Rossari “Le cento vite di Nemesio” 100 voti
Nicola Ravera Rafele “Il senso della lotta” 96 voti

Monaldi&Sorti “Malaparte. Morte come me” 74 voti
Vanni Santoni “La stanza profonda” 62 voti

Saranno dunque Paolo Cognetti, Teresa Ciabatti, Wanda Marasco, Alberto Rollo e Matteo Nucci a giocarsi ora il Premio nelle prossime settimane, “duellando” anche a colpi di interviste e incontri vari.
L’assegnazione dello Strega avrà luogo presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma.

Nell’attesa, continuiamo a leggere! 🙂
E voi, quale preferite? Avete letto qualcuno dei candidati?

 

Paolo Cognetti è il vincitore del quarto Premio Strega Giovani

Paolo Cognetti è il vincitore del Premio Strega Giovani 2017 con il suo romanzo “Le otto montagne” di cui vi ho parlato diffusamente qui sul blog (qui e anche qui)

Quindi ora devo ammettere che sarà dura per lui vincere anche il Premio Strega (quello principale) e che forse la Ciabatti adesso non ha più rivali… Statisticamente infatti mai nessun vincitore del Premio Strega Giovani si è poi aggiudicato il premio principale. E’ vero che le edizioni del “Giovani” sono ancora poche (quattro), però un’indicazione ce la danno…

Comunque questa sera, ore 20,30 in diretta streaming su www.cultura.rai.it/live, verranno annunciati i 5 finalisti. Tutte le informazioni sul link ufficiale qui sotto. Buona giornata e buone letture a tutti! 🙂

http://premiostrega.it/PSG/

Le otto montagne (Paolo Cognetti)

Intimista, povero e genuino. Povero non di contenuti ma di orpelli, povero nell’accezione più positiva che possa avere questo termine il più delle volte visto in maniera negativa e triste. Una storia d’altri tempi che però vive ai nostri, il racconto di un’amicizia vera, troppo vera per servirsi sempre di parole e di scuse. Basta il silenzio a volte, lo star vicini, uno sguardo. Un libro che dall’alto dei monti, dalla essenzialità della vita di persone semplici, guarda dall’alto al basso la frenetica città, lo stress e l’ansia dell’uomo moderno, ma non con fare altezzoso o presuntuoso, ma con compassione e tenerezza. Il concetto di semplicità di vita, della felicità di avere poco e con quel poco di vivere bene, è stato espresso, tra gli altri, recentemente da Mauro Corona in molti dei suoi libri, ed io ho sempre apprezzato il suo pensiero che qui ritrovo in un racconto trasversale che mette in luce le differenze di due mondi e dei personaggi che li popolano; differenze che poi sono tali solo per con convenzione, ma che se ben si scava a fondo, si ritrovano in questo caso due uomini molto simili tra loro, due facce della stessa medaglia.

Cognetti è bravo a mettere in evidenza queste similitudini, e dirige con maestria il sentiero che conduce verso il finale inevitabile di una storia che nel corso di 200 pagine ci fa ridere, arrabbiare a volte, piangere, emozionare, ancora ridere e ancora piangere. Un po’ come la vita in fondo, da dove la si guardi, da sopra o da sotto.

E’ la storia di Bruno e Pietro, i due protagonisti insieme al padre di Pietro, protagonista secondario della vicenda, e della loro amicizia, da bambini fino all’età adulta. Della passione per la montagna, innata in Bruno, imparata e coltivata in Pietro, ragazzo di città che ogni estate si reca con la sua famiglia sui monti. Della loro crescita, della loro vita che li mette alla prova e che li porterà a percorrere strade diverse ma che, inevitabilmente, li farà ricongiungere, sempre allo stesso punto di partenza. Sempre sulle stesse montagne. Un romanzo di formazione che in poche pagine riesce davvero a farci emozionare e soprattutto meditare. Meditare su chi dei due “abbia ragione”, in senso metaforico. Se vive meglio l’uomo che è sceso dai monti per cercare la “civiltà” delle grandi città oppure chi sui monti ci è restato e continua a trascorrere una vita il cui tempo è scandito solo dal cambio delle stagioni, dal ciclo della luna e dalla neve che fiocca sulle vette.

Di Cognetti avevo letto il suo più famoso “Sofia si veste sempre di nero” amandolo, e un’altra raccolta di racconti dal titolo “Una cosa piccola che sta per esplodere” amandolo una seconda volta. Qui l’autore si cimenta nella prima prova sulla “lunga distanza”, dimostrandosi maturo e capace anche in questo ambito. Il libro è candidato al Premio Strega e, al di là di ogni supposizione sulla candidatura, secondo me se lo merita veramente. Ho incontrato l’autore per un incontro proprio dedicato a questo libro e potete leggere l’articolo e vedere il video a questo link: [Paolo Cognetti presenta “Le otto montagne“]

Superfluo da parte mia ogni ulteriore approfondimento sulla trama, la storia è da leggere e scoprire con i propri sensi. Camminando con Bruno e Pietro sui sentieri di montagna, arrampicando con loro le vette del Monte Rosa, mungendo vacche o riparando il tetto di un rifugio sperduto sopra i 2000. Al loro fianco, scoprendo le loro vite e i loro destini. Fate quest’esperienza, non ve ne pentirete.

Alla prossima e buone letture!

Paolo Cognetti presenta “Le otto montagne”

Sabato sera sono stato nuovamente alla libreria Le Notti Bianche di Vigevano per presenziare all’incontro con Paolo Cognetti in cui l’autore ci raccontava il suo ultimo libro “Le otto montagne”, riportato in auge, a 6 mesi ormai dalla pubblicazione, dalla candidatura al Premio Strega 2017. L’autore è stato introdotto e intervistato dalla bravissima e simpaticissima Ilenia Zodiaco che voglio ringraziare per la bella serata che è stata tale anche grazie a lei 🙂

Conoscevo Paolo solo per i suoi racconti (tra gli altri “Sofia si veste sempre di nero”, il suo punto più alto), e devo dire che dopo questo incontro sono molto incuriosito da questa sua nuova prova letteraria, che inizierò ad affrontare subito dopo il libro che sto finendo… Quindi bando alle ciance e gustatevi ora senza indugio il video integrale senza censure! 😀