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Ciao a tutti,
è tanto tempo che non scrivo niente di "interessante", in realtà non ho smesso di leggere, ma non ho trovato l'ispirazione necessaria per scrivere cose che reputassi interessanti 🙂
Per la verità ho finito la recensione di Cecità di Josè Saramago che presto pubblicherò, poi ho finito di leggere Il Cardellino di Donna Tartt, che ho amato alla follia, e il primo libro di questo 2015 è stato Il lato oscuro del cuore di Corrado Augias che ho trovato carino ma nulla più. Vorrei scrivere su questi ultime lettura ma al momento ho altre cose da fare, quindi rimando magari ad inizio Febbraio, quando vi racconterò gli acquisti di Gennaio (con anche i regali di Natale e Compleanno che ancora non vi ho detto!) e magari una recensione in più oltre a Saramago... Beh, questo è solo un breve messaggio per dirvi che non mi sono dimenticato del blog (a quei pochi amici che lo frequentano al momento!)
A presto e grazie!

buon_annoCiao a tutti!
Scusate se è un po' che non pubblico niente ma ho avuto da fare... Periodo Natalizio in primis!

Questo è solo un breve messaggio di saluto e un vivo augurio di un 2015 per voi pieno di gioie, soddisfazioni, salute e tante belle letture 🙂

Presto un post con i regali letterari di Natale (e compleanno nel mio caso, visto che li compio li vicino...) e anche un commento ad un libro letto da poco di Josè Saramago.

Per ora BUON ANNO! 🙂

IMG_9833Ieri, 17 Novembre 2014, ho potuto assistere ad un importante evento di letteratura a Novara, incontrando Mauro Corona per la rassegna Scrittori & Giovani presso l'auditorium della banca popolare di Novara.
Avevo già avuto modo di "partecipare" virtualmente agli incontri di Corona in parecchi filmati via web, quindi ero già abbastanza preparato su quello a cui avrei assistito. Mauro non è qui per promuovere il suo nuovo libro (anche se in realtà il cartellone prevede quello), anzi, dice alla moderatrice "Ma lasci stare sto librino qui!", vuole parlare d'altro, di letteratura, di vita, di natura, di montagna; vuole intrattenere il pubblico come solo lui sa fare, parlando a ruota libera, perdendosi tra mille discorsi intrecciati, per poi tornare al discorso principale, citando mille scrittori, da Borges a Wilde, da Macedonio Fernandez a Zvi Kolitz, citando opere immortali, infilando tra le sue frasi parole di altri grandi che come lui hanno saputo parlare con la letteratura in modo profondo e intenso.

Ci intrattiene con storie della sua infanzia, di quando ragazzo lavorava alle cave di marmo, ci racconta dellaIMG_9836 sua Fiat Duna creando un siparietto divertente, ci parla di Celio il bracconiere filosofo, di Icio, il suo caro amico Icio, ci parla insomma della vita e di tutto ciò che ci ruota intorno. Quello che in fondo deve fare uno scrittore, anzi un narratore, un artista, un poeta come Corona, ovvero immergere i propri lettori, o in questo caso ascoltatori, in mille storie diverse tutte legate tra di loro da un filo conduttore che è una filosofia di vita pura, scevra di orpelli e consacrata alla naturalezza e alla natura. Va avanti a ruota libera per oltre un'ora, terminando il suo intervento con un'altra ora dedicata alle centinaia di persona in sala, autografando i libri e prestandosi per scatti fotografici, senza far trapelare il minimo cedimento ma sempre con il sorriso sulle labbra e la gentilezza che solo i grandi riescono ad elargire in queste occasioni.

Corona è un uomo ruvido, forse un po' grezzo da vedere, ma con un cuore grande, capace di infondere emozioni enormi nelle persone che gli entrano a contatto. Io ieri sera ho avuto l'onore di conoscerlo, stringerli la mano e scambiare qualche parola con lui. Accompagnarlo in albergo dopo la serata, passeggiando e chiacchierando sotto i portici nel corso di Novara a mezzanotte. L'ho invitato nel nostro Monferrato, terra ricca di vini a lui tanto cari, ci siamo lasciati con la promessa che sarebbe venuto a Casale, "basta una bottiglia di vino e un posto per dormire, anche a casa vostra va bene!". Mauro Corona è così, ti travolge con la sua semplicità e la sua grandezza d'animo. Un uomo eccezionale che ha ancora tante storie da raccontare e che, spero, ce le racconterà, piano piano, tutte...

Grazie Mauro

Pochi giorni fa è uscito Una lacrima color turchese, il nuovo libro di Mauro Corona. Non so se l'ho mai detto, non ricordo, ma Mauro Corona è uno dei miei scrittori preferiti in assoluto. Ho letto praticamente tutto di lui e mi piace sia come scrittore che come uomo, sentendolo parlare spesso anche in varie occasioni (purtroppo sino ad ora solo in video), non solo di libri ma anche di argomenti che vanno dal sociale alla politica. Beh, ma a parte questo, se vi interessa vi metto qui sotto il video promozionale del libro.

E, sempre se vi interessa, ci sono anche le date in cui l'autore presenterà il libro stesso e incontrerà i lettori. Eccole di seguito nel dettaglio:

calendario_incontri_Corona

Norwegian_Wood«Per quanto una situazione sia disperata, c'è sempre una possibilità di soluzione. Quando tutto attorno è buio non c'è altro da fare che aspettare tranquilli che gli occhi si abituino all'oscurità.»

Benvenuti in Norwegian Wood, benvenuti in una storia di vita, di amore, di morte, benvenuti in una realtà davvero reale, una realtà comune, con storie comuni e sentimenti universali come l'amicizia, l'amore, il piacere, la solitudine, la depressione, l'angoscia e, appunto, la morte.

Ho iniziato a leggere Murakami da qui, non avevo ancora letto nulla dell'autore ed ho voluto inziare da un'opera differente. Ho letto infatti in giro che questa è la sua opera più realista, in cui ha voluto distanziarsi dalle solite sue trame fantasiose e quasi fiabesche, per sbattere il muso sulla realtà. Fredda, nevosa e brutale realtà. Watanabe è il nostro uomo, il protagonista di questa storia. Naoko, Kizuki, Midori, Reiko, Nagasawa e Hatsumi i personaggi che gli ruotano intorno e che, nel bene e nel male, nella vita e nella morte, costituiscono il mondo di Watanabe.

Studente universitario di 19 anni alle prese con una vita sentimentale un po' burrascosa, Watanabe ha come migliore amico Kizuki che a sua volta è fidanzato con Naoko. La storia comincia dalla fine, da un giorno di 17 anni dopo le vicende qui narrate, sempre viste da Watanabe. Non posso dire molto perchè gli avvenimenti sono tanti, densi e tutti cause che portano a degli effetti, e sapete ormai che non è il mio intento fare spoiler. Il viaggio interiore di Watanabe sarà turbato dalla presenza di due donne che entrambe, in maniera differente, lo attrarranno e lo sconvolgeranno. Un ragazzo tranquillo il quale mondo verrà stravolto più di una volta in pochi mesi e si troverà di fronte a problemi esistenziali più grandi di lui che lo porteranno a prendere delle decisioni, talvolta obbligate, e a vivere delle esperienze forti, fino all'ultima pagina. Saranno tanti i passaggi emozionanti che magari vi faranno tornare alla mente delle vostre esperienze passate, perchè in fondo questo Watanabe è un ragazzo come tanti che vive, soffre, piange, ride e soprattutto ama come tanti. Questo almeno è quanto ha dato a me la lettura di queste pagine. Una vita che potrebbe essere la vita di qualsiasi ragazzo di 19 anni oggi come vent'anni fa o tra cent'anni, chissà. Una vita vera, soprattutto vera. Non ci troverete falsi moralismi, non fanno parte di questa vita. Ma troverete invece tutte le indecisioni e le debolezze di un ragazzo di quell'età, coinvolto emotivamente in storie d'amore o solo di sesso, avventure di vita vissuta, assaggiata goccia dopo goccia e infine respirata sulla propria pelle.

Norwegian Wood è anche una canzone dei Beatles, ed il titolo di questo libro viene preso, come scoprirete, proprio da li. Non vi svelo altro. Fate voi. A me è piaciuto molto, la storia mi ha intrappolato e mi ha spesso portato a fare "il tifo" affinchè accadesse un'evento piuttosto che un altro. Se non conoscete l'autore come non lo conoscevo io, credo che questo sia senz'altro un ottimo modo di iniziare a leggere la sua opera. Fatemi sapere se invece già lo avete letto e che cosa ne pensate nei commenti qui sotto!

Un saluto e alla prossima!

71FIv96YVWL._SL1500_Innanzitutto chiedo scusa se non mi sono fatto "sentire" per quasi un mese! E' stato un mese pieno e non ho avuto molto tempo da dedicare al blog, ma non è stato un mese privo di letture, quindi a breve aggiornerò con altri articoli! Nel frattempo ecco la mia disquisizione su 1984.

Posso io fare una recensione di questo libro? Ma assolutamente no! Non mi permetterei mai di farlo. Prima di tutto per rispetto verso l'autore, e secondo perché non ne ho le competenze necessarie. Tuttavia l'ho letto e posso dire quali sono le mie personalissime impressioni su questo classico della letteratura distopica ma più in generale classico (moderno) della letteratura mondiale.

Inizio col dire che le mie aspettative erano altissime. Ho sentito parlare di questo libro da decine di persone, sia su internet che anche nella vita vera (anche mia sorella ultimamente l'ha incensato senza riserve), quindi beh, cosa potevo aspettarmi? Il top, uno dei migliori libri che avrei mai potuto leggere in vita mia. Ecco, forse ho sbagliato a partire in questo modo, perché il libro, seppur io l'abbia trovato di grandissimo livello, non mi ha pienamente convinto. Ripeto, non fraintendete le mie parole e non datemi del pazzo, ma ritengo ci sia qualcosa di "mancante", non so, forse qualche tassello, o forse sono io che non sono riuscito a cogliere, tuttavia nel finale (di cui non posso parlare apertamente per non rovinare le altrui future letture), mi aspettavo differenti eventi. Forse questo è positivo perché significa che è un libro per niente scontato. Questo si, senz'altro lo è, ma... L'amaro in bocca mi è rimasto...

Poi vabbè, è scritto in maniera sublime da un maestro indiscusso, ci sono frasi magnifiche cesellate con una maestria e talvolta con una precisione quasi chirurgica. Una in particolare me la sono segnata, perché la trovo calzante con la realtà attuale, e la voglio riportare qui sul blog ed è questa:

"Noi siamo impegnati in un gioco che non possiamo vincere. Alcuni fallimenti sono migliori di altri, questo è tutto"

Emblematica, significativa e tristemente vera. Nel libro come nella vita vera. Insomma, questa è solo una, poi ce ne sono davvero tante e in generale è scritto davvero molto bene. Ma questo non sono io a dovervelo dire!

Di cosa parla il libro? Beh, nel caso qualcuno non lo sapesse si tratta del libro da cui è nata l'idea del Grande Fratello (mi dispiaccio di parlare di queste cose sul mio blog, ma lo faccio solo in relazione a questo libro). In pratica in questo mondo distopico esistono solo 3 enormi nazioni che hanno inglobato tutte le altre nazioni del mondo; l'Oceania, l'Eurasia e l'Estasia. Il libro racconta delle vicende di Winston Smith e di Julia, due personaggi che vivono in Oceania e che sognano un mondo migliore, libero e aperto. E per questo lottano contro il Partito. Scoprirete già dalle prime pagine che si vive in un clima del tutto dittatoriale, dove le persone non sono libere di fare nulla e dove anzi vengono istruite per ricordare solo gli avvenimenti che interessano al Partito, cancellando in senso non metaforico tutto ciò che riporta notizie fuorvianti e comunque non in linea con l'attuale pensiero del Partito. Le persone sono controllate durante la vita pubblica, al lavoro ma anche nella vita privata, in casa, dove sono installati dei teleschermi che proiettano ma allo stesso tempo riprendono come fossero delle telecamere di sorveglianza. Insomma, un mondo poco carino in cui vivere!

Winston e Julia si conosceranno nel corso degli eventi e sogneranno la loro utopia. Non vi dico niente perché non vi voglio togliere nessun "colpo di scena", ma vi assicuro che ce ne sono... Gli eventi si susseguono con ritmo incalzante, l'ansia e la cupezza che deriva dalle descrizioni di questo mondo sono sempre più soffocanti, pagina dopo pagina. Vi accorgerete voi stessi di quanto sia deviato e malsano il governo che "guida" la nazione. Vi ritroverete immersi in una realtà fumosa e illusoria dove chi comanda fa vedere solo quello che vuole e cancella dalle menti e dalla storia tutto ciò che potrebbe nuocerle.

Vabbè, come ho detto in apertura non mi posso permettere di recensire questo libro, è troppo al di sopra delle mie possibilità. Ho solo voluto dare un'idea di quello che parla a chi non dovesse ancora saperlo. Un libro, secondo il mio piccolo e modesto punto di vista, da 4 stelle su 5, perchè, almeno a me, ha lasciato un po' di amaro in bocca... Ma a giudicare da quello che sento in giro io faccio parte della minoranza, infatti sono molte di più le persone che hanno amato incondizionatamente tutto il libro dandogli 5 stelle su 5! Il mondo è bello perchè è vario 😀

In ogni caso è un libro da leggere, ve lo consiglio caldamente. Sia che amiate storie di questo tipo sia che non ne abbiate mai lette, leggendo 1984 leggerete un pezzo della storia che diventa ogni anno più importante e sempre più ispiratore di altre nuove letterature.

Ciao a tutti!
Ultimamente sono un po' pigro... Scusate se non ho pubblicato l'articolo sugli acquisti di Agosto, avrei dovuto farlo ma in effetti c'erano pochi titoli e quindi ho preferito aspettare e farne uno cumulativo con Settembre, che ovviamente arriverà ad Ottobre 🙂

Yellow_BirdsNel frattempo ho miseramente fallito il proposito del Project Ten Books perchè ho comprato libri, anche se pochi, l'ho fatto... Quindi mi sa che devo ripartire dall'inizio! Prossimamente metterò giù una nuova lista e ci riproverò! E' dura ragazzi, è davvero dura! Poi vedi dei titoli magari in offerta, usati a prezzi stracciati, e come fai a lasciarli li? Ad esempio mi è capitato Yellow Birds di Kevin Powers in un negozio di libri usati, praticamente nuovo, a 9 euro... Dai su, siamo seri! Avrei dovuto lasciarlo li? In libreria costa 17... Quindi? Impossibile!

Insomma no, non ce l'ho fatta! E poi, una volta "infranto" il patto con me stesso ovviamente ho comprato anche altro 😀 Però giuro, pochi pochi! Ma ve lo dirò a Ottobre 🙂

Nel frattempo mi sono messo a leggere 1984 e devo dire che mi piace proprio! Non vedo l'ora di leggere come va avanti!

Beh, per ora vi saluto... Leggete tanto! A presto! 🙂

Ciao a tutti!
L'altro giorno stavo per mettermi a leggere La vera storia del pirata Long John Silver, lo prendo in mano, e inizio a rileggermi la quarta di copertina. Solo allora scopro che Long John Silver era il pirata dell'Isola del tesoro di Stevenson! E io nella mia totale ignoranza non l'avevo mai letto! Mea culpa!

Vado a cercare nella stanza dove tengo scatole e scatoloni di vecchie cose, perché so che c'è anche una sezione "libri" dove ho parecchi volumi appartenuti alla mia infanzia e giovinezza, e la lo trovo! L'isola del tesoro di Robert Louis Stevenson! Apro e leggo una dedica, il libro mi è stato regalato da una persona di nome Domenico la quale, ahimè, non ricordo proprio chi possa essere! Comunque il regalo risale a 25-27 anni fa... E ieri sera ho iniziato a leggerlo...
Alla fine si è rivelato davvero un regalo azzeccato! 🙂
Grazie Domenico, chiunque tu sia!

L'Isola_Del_Tesoro

correreQuesto è stato il primo libro che ho letto di David Grossman, anche se ho già recuperato Che tu sia per me il coltello dopo innumerevoli segnalazioni positive e consigli, e devo dire che mi è davvero piaciuto molto. La storia è avvincente e drammatica, anche se l'ingenuità e la "purezza" di uno dei protagonisti, Assaf, ci regala anche dei momenti divertenti.

Si parla di una ragazza, Tamar, sulle tracce del fratello tossicodipendente ormai lontano e introvabile da mesi e la sua battaglia per ritrovarlo e riportarlo a casa salvo. In realtà la cosa è più difficile del previsto perché Shay, così si chiama il fratello, è tenuto quasi in "ostaggio" dall'organizzazione artistica per la quale si esibisce per le città di Israele, una sorta di mafia degli artisti da strada, gente che ha perso ogni speranza e vive alla giornata soddisfatta di poter esprimersi con la propria arte in cambio di quattro soldi e un piatto di minestra. La storia è narrata parallelamente sulle vicende di Tamar appunto e di Assaf, il ragazzo che, cercando di ritrovare il padrone di un cane randagio di nome Dinka recuperato dal canile. Assaf si imbatterà e verrà risucchiato in questa storia suo malgrado, infatti il cane è di Tamar, e proprio il cane lo condurrà per le strade di Gerusalemme a partire dai luoghi a lui noti fino a fiutarne di altri, sempre di corsa, prima per trovare Tamar e poi per scappare dagli inseguitori.

Capiteranno mille cose, si incontreranno personaggi e luoghi di ogni genere. Verranno mostrate le diverse facce di una stessa medaglia, quelle "pulite" di Assaf, ragazzo esemplare, di buona famiglia, frequentatore di luoghi "per bene", studente capace e piuttosto imbranato con le ragazze, e quelle invece più "sporche" e torbide di Tamar, con una famiglia sfasciata dalle vicende del fratello, disperata e capace di tutto pur di riaverlo vicino. Un rapporto fratello-sorella profondo e drammatico, una storia che mi ha davvero toccato fino all'ultima riga.

Le figure di Assaf e Tamar sono due figure bellissime, profonde, simbolo della loro età di giovani ragazzi nati e cresciuti a Gerusalemme, con le loro debolezze, le loro certezze, gli amici, le storie d'amore, le famiglie. Imparerete a conoscerli attraverso i loro pensieri e le riflessioni che di frequente faranno durante questa corsa parallela, una corsa per mano ma a distanza. Ho amato davvero questi personaggi, entrambi allo stesso modo, entrambi per un diverso perché e sono certo li amerete anche voi!

Dalla quarta di copertina avevo intuito che Assaf e Tamar si incontravano subito, fin dall'inizio, invece non è così. I due si incontreranno proprio sul finale del libro e questo "cammino parallelo" per tutto il romanzo, rende sempre avvincente e intrigante ogni capitolo... Naturalmente non voglio dire altro, non mi piace fare spoiler, ho già detto abbastanza! Ma credetemi che di cose ne capitano tantissime e la storia non potrà che coinvolgervi! Hanno fatto anche un film che io non ho visto (infatti il libro ha già qualche anno), ma che recupererò a breve perché sono curioso di vedere come sono state trasposte alcune cose su pellicola. In definitiva si tratta di una bella storia, con dei personaggi ben caratterizzati che si amalgamano perfettamente tra di loro. David Grossman è entrato così nella mia vita da lettore e sicuramente mi darà altre soddisfazioni in futuro... Ne sono certo 🙂

L'avete letto? Che ne pensate? Avete visto anche il film?

Le ferie sono finite anche quest'anno... Tristemente si torna in ufficio a farsi venire il mal di testa con i deliri dei colleghi (e i propri)...
La nota positiva, forse l'unica, è che ci avviciniamo all'Autunno, stagione che amo per clima, colori e profumi; e anche perché finalmente arrivano in libreria valanghe di nuove uscite interessanti 😀 Proprio oggi in pausa pranzo ne ho già adocchiati almeno tre che sicuramente finiranno nella mia di libreria... Si perché la pausa pranzo, causa chiusura mensa aziendale, l'ho trascorsa al vicino centro commerciale nel quale è presente un negozio di Giunti... I titoli che ho adocchiato sono questi:

le_nere_ali_del_tempo
Le nere ali del tempo di Diane Setterfield
(trama dal sito Mondadori:
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Will Bellman ha dieci anni e quattro giorni quando corre con gli amici a giocare nei campi vicino al fiume, dove i corvi scendono in picchiata in cerca di larve. «Scommetto che riesco a colpire quell'uccello» dice euforico, indicando il ramo più alto di una quercia lontanissima. Un'impresa decisamente fuori dalla sua portata. In un silenzio da rito mistico cerca la pietra più adatta, liscia e tondeggiante, carica la sua fionda perfetta, si prepara al lancio con i muscoli tesi e il cervello che calcola la direzione esatta. Will è un tiratore esperto, ha vista buona e mano ferma, si esercita molto. E così la pietra parte in volo, talmente lenta da far sperare che l'uccello nero riesca a volare via. Ma l'uccello non si muove e la pietra completa il suo arco. Il corvo stramazza a terra. Il mattino dopo Will si sveglia con la febbre altissima, e per una settimana suda e urla di dolore nel suo letto, tutte le forze di bambino tese in un'unica grande sfida: dimenticare quello che è accaduto al fiume. Molti anni dopo, Will Bellman è un uomo di successo, dirige il grande opificio di famiglia, ha una bella moglie e figli amatissimi. Improvvisamente, però, una serie di episodi sinistri comincia a distruggere tassello dopo tassello quella vita che ha così magnificamente costruito. Lutti e disgrazie si presentano con sempre maggior frequenza, come le apparizioni dello sconosciuto vestito di nero che sta all'ombra del camposanto. Un uomo che forse esiste o forse no, e che un giorno avvicina Will per proporgli uno strano affare: perché non aprire insieme un negozio nel pieno centro di Londra, il primo emporio del lutto, dove trovare tutto ciò che serve per affrontare le situazioni di cordoglio, dalla bara all'ombrello? Will accetta. Gli affari decollano, la fortuna sembra benedirlo di nuovo, e inizia quasi a credere che il passato possa essere finalmente dimenticato. Ma i corvi non hanno dimenticato...)
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La trama mi ha colpito un sacco! Sarà uno dei prossimi acquisti senz'altro!

Poi

la_città_ai_confini_del_cielo
La città ai confini del cielo di Elif Shafak edito da Rizzoli
(trama dal sito Rizzoli:
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Ti dirò un segreto. Sotto ogni edificio che costruiamo, piccolo o grande, immagina che ci sia il centro del-l’universo. Così lavorerai con più cura e più amore. Nella Istanbul del XVI secolo, in un caleidoscopio di personaggi storici e immaginari, Jahan è un mahout bugiardo e opportunista, un ragazzino scaltro di origini oscure. Arrivato via nave nella città delle sette colline per accompagnare Chota, l’elefante bianco che lo Scià dell’Hindustan ha mandato in dono al Sultano Suleiman, la sua vita dovrebbe restare confinata nel serraglio, fra tigri, leoni, gazzelle e giraffe. Jahan dovrebbe rimanere per sempre relegato al rango di servitore privilegiato, dedito alle cure di Chota, il pachiderma che adorna con la sua stravaganza lo zoo privato del palazzo reale. E invece il caso lo conduce ad attirare l’attenzione di Sinan, il Capo architetto reale, che ne fa uno dei suoi apprendisti. Sinan è un uomo saggio, pacato, sensibile; Jahan non potrebbe trovare maestro più attento e appassionato, e sotto la sua guida si guadagna un lavoro di prestigio, abbandona l’abitudine al furto, cresce. La sua è la storia di un successo edificato con pazienza e devozione, proprio come le moschee e i ponti del maestro Sinan. Ma la vita non accetta di essere disegnata e progettata: prende il suo corso, semplicemente. E per Jahan ruoterà attorno a due centri, due amori: quello impossibile per la principessa Mihrimah, la figlia del Sultano. E quello saldo e semplice di Chota, che sarà sempre lì ad aspettarlo e a consolarlo nei momenti più bui, gigantesco, fedele, forte. Sullo sfondo, sempre, prepotente come un primo attore che reclama il suo spazio, Istanbul, colorata e menzognera, affascinante ed elusiva: una città che ti ruba il cuore e lo avvolge stretto nelle sue nebbie, nei tramonti, nei misteri, senza più restituirlo.
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Beh... Anche qui sono stato rapito dalla trama, secondo me bellissima...

E infine un libro non nuovo ma di cui ho molto sentito parlare, un libricino più che altro:

alabarde_alabarde
Alabarde Alabarde di José Saramago (premio nobel per la letteratura nel 1998), edito da Feltrinelli
(trama dal sito Feltrinelli:
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Artur Paz Semedo, impiegato di una storica fabbrica d’armi, le Produzioni Bellona S.A., e intenditore di film bellici, viene profondamente colpito da alcune commoventi immagini de L’Espoir, di André Malraux, cui assiste casualmente. La successiva lettura del libro, che pare già provocare un’impercettibile incrinatura nelle sue certezze di amante appassionato delle armi da fuoco, e, poco dopo, il suggerimento della ex moglie Felícia, una pacifista convinta, di investigare negli archivi dell’azienda per scoprire se le Produzioni Bellona S.A. abbiano mai venduto armamenti ai fascisti lo avviano verso un’avventura che purtroppo non sapremo, pur potendolo immaginare da fedeli lettori di José Saramago, fin dove lo avrebbe condotto.
Alabarde alabarde prometteva di essere un romanzo bellissimo e di grande attualità. Le armi, la guerra, l’economia, l’individuo, la politica sono i temi che il Nobel portoghese aveva urgenza di affrontare. Trama e personaggi erano strumenti che padroneggiava con magistrale destrezza. Tutto è lì, in queste pagine che ci ha lasciato c’è già tutto, tracciato con impeccabile perfezione, ma incompiuto.
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Di questo ne ho sentito parlare su YouTube e già da un po' volevo leggere qualcosa di José Saramago, appunto Premio Nobel per la letteratura... Credo proprio che questi tre titoli saranno presto miei!

Ne approfitterò in Settembre, quando potrò usufruire di uno sconto del 15% su un acquisto da Giunti a fronte di un libro donato per l'iniziativa Aiutaci a crescere - Regalaci un libro... Oppure boh, vedrò anche da Mondadori visto che ho quasi 2000 punti, quindi uno sconto di 20 euro... Uhm... Comunque credo proprio che a breve me li regalerò 😀 Lo so che ho un Project Ten Books in corso, ma ad Agosto sono stato bravo e sono già al quarto libro! A metà mi concederò un piccolo premio 😀

E voi siete tornati dalle vacanze? Che state facendo di bello?